CAPAREZZA

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CAPAREZZA

Messaggio Da Ospite il Mar 01 Mar 2011, 23:09


Sogno Eretico
1 Marzo 2011











Genio!

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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da ziggy il Mar 01 Mar 2011, 23:14

@ Echo, cos'è telepatia! :stupore

avevo appena postato di là 'Non siete stato voi', col testo love


grazie, per le altre amò
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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Ospite il Mar 01 Mar 2011, 23:19

Album fantastico, ascoltatelo!!!!!!!!!!
Su YT c'è già per intero!

Ziggy! amò

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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Ospite il Mar 01 Mar 2011, 23:47

Ne sono entrata in possesso stasera.....ed è autografato dal Michelone.....
Questo pomeriggio Capa ha fatto uno Showcase alla Fnac.Io purtroppo non sono potuta andare ma c'è andata una carissima persona a me vicina che è tornata con il mio CD (oltre al suo) ed un sorriso che andava da un orecchio all'altro..... Ha detto che è stato piacevolissimo ed il pubblico ha avuto una buona mezz'ora e passa per fargli delle domande. Lui è stato gentilissimo (ha voluto restare in piedi per tutto il tempo perchè ha detto che altrimenti dietro non vedevano), ha risposto a tutto, chiacchierato, ma non ha voluto fare fotografie in posa....(de gustibus). Aahhh, ovviamente abbiamo anche comprato i biglietti per il concerto che farà fra una ventina di giorni......

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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Delilah il Mer 02 Mar 2011, 00:39

Caparezza ft. Tony Hadley - GOODBYE MALINCONIA


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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Delilah il Mer 02 Mar 2011, 00:54



E chi se ne frega della musica, di tutti questi libri sulla musica, di
tutte le interviste, di tutte le riviste, di tutti gli arrivisti, gli
arrivisti, gli arrivisti. Io con la musica non c'entro niente come il
mio pene davanti al wc, a luci spente mi contraddico facilmente ma lo
faccio così spesso che questo fa di m...e
una persona coerente ed ho tanto da dire perché ho poco da fare, tu mi
invidi, sorridi, mi proponi un affare: cominciare con i temi di cui
parla Faber e finire per un mese sull'isola a far la fame. Qualsiasi
cosa faccia mi viene riconosciuta? No è la mia faccia che viene
riconosciuta! Molti dei mie fan che fanno la schiuma hanno la doppia
faccia come il barone Ashura! Parlano con me come con un fratello grande
e mi riprendono in mutande come nel Grande Fratello. Il video che mi
fanno mentre lecco un orinale è cliccato più del video ufficiale della
mia label e chi se ne frega della musica, di tutti questi libri sulla
musica, di tutte le interviste, di tutte le riviste di tutti gli
arrivisti gli arrivisti, gli arrivisti si ma chi se ne frega della
musica ora che tutti parlano di musica, di tutti questi artisti, di
tutti questi dischi di tutti questi fischi, questi fischi, questi
fischi! Non ho mai capito questi social network per me servono solo a
fare i porci a letto. Ogni volta che nasce una nuova piattaforma mi fa
l'effetto di un libro che ho già letto e poi non ho tutti sti amici ma
molti meno mi danno affetto ma poi m'affettano come Ghemon. Tu! E' due
ore che mi parli, io sono fan di Ghandi ed è solo per questo che non ti
meno! Il mio cellulare squilla ogni 2 minuti, gente che mi assilla e mi
chiede se ho 2 minuti, assessori, collettivi, sindacati, giornalisti,
passa un giorno e i miei testicoli non sono più minuti. Mi stupisco,
pubblico un disco e mi fanno le foto in pubblico, perché? non capisco!
Oh, non vi interessano le note che registro vi interessano le mie note
sul registro! e chi se ne frega della musica... Io non faccio musica
ma il cacchio che mi pare faccio rosicare chi ama il genere musicale,
non parlo male di un collega o di un presunto tale ma riciclo il suo cd
come regalo di Natale. Non mi faccio i flash come Syd Barret, non mi
piacciono i flash sul red carpet e me ne frego degli artisti veri, tanto
gli artisti veri sono veri come i muppet.. In questo meccanismo che non
posso inceppare la rete non è Che Guevara anche se si finge tale, al
primo posto nella classifica digitale che tu ci creda o meno c'è solo
chi vince i talent ed io non so cantare, già, ma soprattutto non so
piangere in pubblico per bucare lo schermo toglimi tutto questo che
magari mi fermo di certo non mi freddo in una stanza d'albergo e chi se
ne frega della musica, di tutti questi libri sulla musica, di tutte le
interviste, di tutte le riviste di tutti gli arrivisti, gli arrivisti,
gli arrivisti si ma chi se ne frega della musica ora che tutti parlano
di musica di tutti i mercenari della musica in queste trasmissioni
sulla musica di tutti questi artisti, della Pizzi, di Battisti di
Zanicchi, di Stravinskij Thin Lizzy, Limp Bizkin dei Beastie, degli
Extreme dei Lipps inc, di Springsteen ma si.. Chi se ne frega della
musica!
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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Delilah il Mer 02 Mar 2011, 01:56

Per chi vuole saperne di più

Michele Salvemini in arte Caparezza

SE MI PIACESSE SCRIVERE BIOGRAFIE
AVREI FATTO QUESTO NELLA VITA.

Mi chiamo Michele Salvemini, sono figlio di un operaio e di una maestra.
Il mio nonno paterno era falegname, quello materno era contadino.
Io sono diventato cantante, non me ne vogliano.

Sono nato nel 1973, precisamente il 9 Ottobre, come John Lennon con il quale
ho in comune solo questa data e.. chissà.. forse lo stesso epilogo.

Da piccolino mi iscrissi ad una scuola di musica per imparare a suonare il
pianoforte. Dopo 3 mesi lasciai la scuola di musica col desiderio di
abitare in una baita riscaldata da un camino alimentato dalla
carcassa di un Bosendorfer gran coda. Decisi che la musica non faceva
per me.

Il giorno dopo iniziai a comporre i miei primi pezzi.

Dopo aver sfornato decine di demo che torneranno utili con la mia dipartita,
magari arricchiti dagli interventi di questo o quell'altro rapper che
presteranno la voce ai cd postumi, arrivò il momento della prima
pubblicazione. Era il 1996, mi facevo chiamare Mikimix e pubblicavo
dischi della stessa qualità degli ultimi dischi pubblicati dai cantanti
di qualità.

A quel tempo ero troppo ingenuo per sospettare che mi
avrebbero cagato il cazzo un'intera vita con questa storia di Mikimix
perciò decisi di continuare... E scusate se sputo nel piatto in cui non
ho mangiato.

Dopo una serie di riflessioni emo, di momenti
depressivi e di fallimenti amorosi, capìi che era arrivato il momento di
seguire la strada dei miei avi: andare a lavorare. Era chiaro che la
musica proprio non faceva per me.

Il giorno dopo iniziai a comporre nuovi pezzi.

Mi crebbero i capelli, il pizzetto e altro..
Ero pronto a rivelare cazzutamente il mio pensiero sulle cose, senza
compromessi. Nel 1998 inizia il mio percorso come Caparezza col demo "Ricomincio da Capa".
La musica è cambiata e inizio la trafila delle jam e dei concerti in
pizzeria col vicinato che chiede di abbassare il volume durante
l'esibizione (e non lo fa con garbo).

Siamo nel 2011 e viene pubblicato il mio quinto album in studio ("Il sogno eretico"), ho all'attivo centinaia di concerti e mi sono comprato un pianoforte.. (l'inverno è stato particolarmente duro).

Che dire.. Per me la vita di un'artista è meno interessante della sua opera
ma a corollario vi lascio comunque delle informazioni utili perché la
sostanza va, la forma resta..

Disco di platino: 1
Disco d'oro: 3

Premi:
Premio Lunezia della critica, L'Altro premio, Premio Videoclip Italiano
e svariati altri creati esclusivamente per avermi come ospite da
qualche parte.

Alcune date sociali:
raccolta fondi per gli avvocati del G8 a Genova (Centro sociale "Terra
di nessuno"), concerto sostegno alla comunità San Benedetto di don
Gallo, incontri ed esibizioni nelle carceri di Volterra, di Milano (San
Vittore) e di Bari (Fornelli, minorile), collaborazioni con Emergency,
Greenpeace, Legambiente e Medici senza frontiere, data autofinanziata a
Molfetta per dare visibilità ad artisti emergenti e associazioni
culturali (senza sponsor privati).

da:
http://www.caparezza.com/bio
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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Ospite il Mer 02 Mar 2011, 09:39

Questo disco è anche migliore dei precedenti.
Spero che vada bene!

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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Ospite il Mer 02 Mar 2011, 13:52

Parte dell'intervista a radio DJ




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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Zoe il Gio 03 Mar 2011, 12:22

http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2011/03/03/caparezza-leretico-il-suo-nuovo-album-e-il-mercato-discografico-italiano-chi-se-ne-frega-della-musica-ecco-perche/
Caparezza l’eretico, il nuovo album e il mercato discografico: “Chi se ne frega della musica”. Ecco perché…
Caparezza, dopo tre anni di attesa febbrile dei fan, torna con “Il sogno eretico“.

Dopo il buon successo e la risonanza de “Le dimensioni del mio caos“, è nei negozi dal primo marzo 2011 sotto una nuova etichetta (non più Emi, ma Universal) e con 15 tracce inedite tutte da ridere ma soprattutto nate per riflettere, con la proprietà d’uso espressivo della lingua italiana che lo contraddistingue e con tutto il carico di polemiche legate all’attualità politica e sociale.Forse un po’ meno variegato e denso di idee rispetto al precedente lavoro, “Il mio sogno eretico” si contraddistingue per un sound ancora più rock e per filoni tematici un po’ più popolari, che riguardano tutti indistintamente.

Tra i pezzi più belli, possiamo segnalare senza dubbio il singolo di lancio “Goodbye Malinconia” (con Tony Hadley degli Spandau Ballet), “Cose che non capisco“, e il brano su cui invece ci concentreremo con una breve analisi: “Chi se ne frega della musica“.

Ecco come Caparezza vede il mondo della canzone, per come si presenta e si vende oggi in Italia. L’intro del brano parte già parte a razzo e ci inserisce bene nel tema. Ecco alcune citazioni del testo:

“Sul ponte legato ad un masso ci sta un discografico che… è stato portato al collasso per colpa di un ca**o di mp3. Gli artisti anche i più alternativi gli gridano: ‘Meglio così!’. Ma piangono come bambini perché voglion dare alle stampe un cd”.

Da qui si snocciola un ragionamento che sa essere anche molto crudo. Un brano, diciamolo, che sta a metà tra l’ironia e la preoccupazione reale per certi nuovi meccanismi radicati nel nostro mercato discografico, alimentati dallo scarso atteggiamento critico dell’ascoltatore figlio della generazione del “chi se ne frega” su tutto e tutti.

Forse è una riflessione un po’ troppo autoreferenziale, ma in fondo la crisi (non solo economica) della musica è un tema che ci riguarda senza eccezioni.

Nel ritornello si pone fin da subito contro i libri e i giornali musicali, ovvero tutto ciò che è collaterale alla musica. Soprattutto però, lamenta la presenza degli arrivisti (e sono tanti) in cerca di successo ad ogni costo.

Nonostante il brano sia stato creato (per sua stessa dichiarazione a “Il Messaggero“) molto prima dell’inizio dell’”Isola dei famosi“, riesce a prendere due piccioni con una fava in modo profetico. Ecco come si rivolge ai produttori ma anche a certi artisti:

“Tu mi invidi, sorridi, mi proponi un affare: cominciare con i temi di cui parla Faber e finire per un mese sull’Isola a far la fame”.

Il riferimento pare non sia voluto, ma è chiarissimo: pensate a Francesca De Andrè, nipote del mitico Fabrizio e figlia di Cristiano o a Luca Dirisio, cantautore che per primo ha condannato in una canzone pop il reality “L’isola dei famosi” chiamandola “degli sfigati”, per poi finirci (fino a ieri) con i piedi a mollo.

E sempre rimanendo in tema di tutto ciò che non è musica ma che in qualche modo la alimenta, ecco alcune frasi che rendono chiaro il suo distacco da certi meccanismi e reazioni consuete dell’essere artista in Italia:

“Il video che mi fanno mentre lecco un orinale è cliccato più del video ufficiale della mia label”.

Per quanto paradossale, “il Capa” racconta una grande verità. Il flop clamoroso di “Burlesque” di Christina Aguilera, ad esempio, è sintomo di un allontanamento da un’artista forse fuori moda che pochi giorni dopo il lancio in Italia del film quasi inosservato diventa oggetto di spropositata attenzione per il suo arresto in stato di ubriachezza, ieri.



Insomma, un certo pubblico che consuma musica e che inevitabilmente la vive anche sul web e nei social network è lo stesso bacino di persone che il rapper salentino definisce senza mezzi termini “porco a letto”, usando i nuovi strumenti di diffusione dell’informazione solo per spiare impunemente. E la musica chi la ascolta?

“Mi stupisco, pubblico un disco e mi fanno le foto in pubblico, perché? Non capisco! Oh, non vi interessano le note che registro: vi interessano le mie note sul registro!”

C’è ancora un grosso tema, che tocca in qualche modo anche il genere hip hop:

“Io non faccio musica ma il cacchio che mi pare faccio rosicare chi ama il genere musicale, non parlo male di un collega o di un presunto tale ma riciclo il suo cd come regalo di Natale”.

Il suo nuovo compagno di etichetta, Fabri Fibra, si sarà sentito chiamato in causa? È ormai arcinota la polemica per alcuni “facilissima” che si è consumata nell’estate del 2010 ponendo Marco Mengoni a capo di tutti quegli artisti che secondo il “rapper futuristico” non sono omosessuali dichiarati per paura di non vendere. Caparezza, al massimo, si premura di chiamare certi bersagli non artisti, ma “presunti tali”.

Il suo rifiuto del sistema talent esce fuori più esplicito durante una delle strofe finali:

“Al primo posto nella classifica digitale che tu ci creda o meno c’è solo chi vince i talent e io non so cantare, già, ma soprattutto non so piangere in pubblico per bucare lo schermo”.

Più chiaro di così. Eppure Caparezza è da più di 24 ore in cima alla classifica degli album più venduti su iTunes, seguito guarda caso da Annalisa Scarrone, il giovane talento televisivo sotto produzione Warner e nei negozi con il suo nuovo album “Nali“, candidata quest’anno a potenziale vincitrice del talent di Canale 5 “Amici“.

Riassumendo: secondo l’artista c’è poca attenzione alla musica in quanto tale. L’accusa va verso tutti quei cantanti che invece di farsi notare grazie al proprio lavoro, trovano o cercano espedienti per avvicinare il pubblico e potenziali ascoltatori, con piccoli o grandi compromessi. Mosse che peraltro non sono un toccasana per la credibilità artistica, ma tant’è.

Dall’altra parte c’è un’utenza musicale che secondo Caparezza è spesso chiusa a casa ad alimentarsi su Internet quasi come stalker di certi personaggi, non ponendosi invece con lo stesso atteggiamento curioso e critico verso ciò che quell’artista (o presunto tale) racconta attraverso la sua musica.

Che sia vera o no - e in che misura - questa sua visione, la situazione che racconta solleva molti punti polemici e chiede senza accuse dirette e formali una riflessione profonda sulla direzione che sta intraprendendo il sistema musicale in questi ultimi anni.

La nostra domanda è: il ragionamento di Caparezza è così condivisibile da mettere tutti d’accordo? A voi la risposta.

alessandro.alicandri
Giovedì 3 Marzo 2011
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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da duful il Gio 10 Mar 2011, 15:13

Caparezza 4 presenta l'album di inediti Il Sogno Eretico:
mercoledì 16 al Palasport di Andria (Bari), in viale Germania (tel. 0883.290347, org. 080.5243000), informazioni e prevendite TicketOne e BookingShow.
In tournée a marzo:
venerdì 18 al Teatro Tendastrisce di Roma

sabato 19 al Gran Teatro Geox di Padova

martedì 22 all'Alcatraz di Milano
mercoledì 23 al Teatro Saschall di Firenze

sabato 26 all'Estragon Club di Bologna
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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Ospite il Gio 10 Mar 2011, 15:47

@duful ha scritto:Caparezza 4 presenta l'album di inediti Il Sogno Eretico:
mercoledì 16 al Palasport di Andria (Bari), in viale Germania (tel. 0883.290347, org. 080.5243000), informazioni e prevendite TicketOne e BookingShow.
In tournée a marzo:
venerdì 18 al Teatro Tendastrisce di Roma

sabato 19 al Gran Teatro Geox di Padova

martedì 22 all'Alcatraz di Milano
mercoledì 23 al Teatro Saschall di Firenze

sabato 26 all'Estragon Club di Bologna

A chi potesse interessare, la data all'Alcatraz-Milano è Sold Out. Hanno aggiunto una data il 13.05.2011 al LIVE CLUB di Trezzo D'Adda (MI).

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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Delilah il Sab 12 Mar 2011, 01:50

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/10/caparezza-eretici-di-tutta-italia-unitevi/96660/

Caparezza: “Eretici di tutta Italia unitevi”“

Gli eretici, oggi, sono quelli che pensano con la loro testa. E se non li mettono al rogo, impediscono loro di parlare, così come fecero con Giordano Bruno”. Michele Salvemini, in arte Caparezza, nella redazione de Il Fatto Quotidiano ci racconta del suo nuovo disco: “Il sogno eretico“, una raccolta di brani impegnati, ironici, critici e intelligenti che fanno pensare e ballare. Ma ci dice anche dei featuring con Alborosie e Tony Handley, dei suoi concerti, del suo tour che sta per partire di come vede la musica e l’Italia di oggi. Saluta dicendo: “Non voglio vedere più la massa, voglio vedere tante persone che alimentano il loro senso critico”.
Intervista di Federico Mello, riprese e montaggio, Paolo Dimalio

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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Ospite il Lun 21 Mar 2011, 20:41


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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da duful il Mer 04 Mag 2011, 16:47

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/05/04/news/caparezza_intervista-15733432/?ref=HREC2-8

Oltre il falsetto di Caparezza
Quando la musica parla forte



Dopo l'esibizione al concerto romano di piazza San Giovanni, l'artista pugliese esce con il nuovo singolo Chi se ne frega della musica, tratto da Il sogno eretico, in vetta alle classifiche da sei settimane: "Ho provato un'estrema tensione, mai provata in 5 anni di Primo Maggio. E pensare che non so cantare" di KATIA RICCARDI


ROMA - Della musica gli importa. Caparezza sulla domanda che dà il titolo al suo nuovo singolo (Chi se ne frega della musica), dubbi non ne ha affatto. "Lascio la scelta a tutti. E' una domanda aperta. A me interessa, certo. Mi limito a sollevare una questione. E' il mio mestiere ma non solo. E' il mio modo di essere", ha detto Michele Salvemini, in arte Caparezza, grande testa pensante di capelli ricci. Che di parole ne ha moltissime e nessuna intenzione di tenerle per sé. "Lancio provacazioni perché è più forte di me. E' un mio modo di essere, di usarmi. Mi succede tantissime volte di sentirmi dire 'tu non puoi strumentalizzare certi argomenti', ma non li strumentalizzo mica", dice. E non lo fa infatti. Li racconta, li lancia a sorpresa, lascia che chi vuole li prenda al volo. E ci giochi, ci balli, ne tragga qualcosa. Se ne ha voglia, impari.
"Io con la musica non c'entro niente", canta. E che lui non sappia cantare lo ripete spesso. "Ho fatto il cantante senza saperlo fare", dice o scrive sulle biografie sparse in giro per una Rete che, come si deduce dai suoi testi, lui ancora considera una trappola per musicisti, una tagliola per discografici inciampati in letali mp3, o un diario ossessivo per finti timidi. "La Rete non è Che Guevara anche se si finge tale", canta nell'album Il sogno eretico con cui è in vetta alle classifiche da sei settimane. "Non ho mai capito questi social network. Per me servono solo a fare i porci a letto", canta ancora. Punti di vista, questioni da sollevare per sollevarci insieme polvere, occhi o mani in alto che non siano mai in segno di resa. "Io da quando sono nato sono sempre stato ente di passaggio. Dal vinile al cd. E poi dal cd all'mp3. Con tutta probabilità fra qualche tempo torneremo a tramandarci le canzoni oralmente. Non sarebbe male. Io mi sono salvato con i concerti, con la musica dal vivo", spiega.

Parla veloce. Impossibile fermarsi su un argomento se gli argomenti s'intrecciano nei ricci della sua testa pensante. Ma che lui non sappia cantare è falso. L'utilizzo della voce nasale che lo contraddistingue non è un trucco per deviare l'attenzione ma un modo di giocare e la prova, se di prova ci fosse ancora bisogno, è stata la reazione della piazza di San Giovanni al concerto romano del Primo Maggio. Con l'Orchestra Sinfonietta alle spalle sparsa sul palco in 72 elementi, Caparezza ha aperto un set di quattro pezzi con Non siete stato voi. Dove la voce nasale non l'ha neanche usata. Ha indossato un mantello di velluto nero invece, guardato negli occhi settecentomila volti, messo in scena la sua arte che provoca con il rock, suggerisce con le pause, sottolinea con gli archi, racconta con videoclip e rimescola con i versi. Politica, tanta, commedia anche e al suo solito, come ultimamente sa fare meglio di tutti gli altri, con i versi. E' il suo modo di cantare, lo sa fare, e la piazza arrivata da tutta Italia per festeggiarne 150 di Unità, l'ha dimostrato cantando con lui.

Esaltata dal riuscire a comprenderne il linguaggio e a condividerne le idee, la gente ha ballato e cantato anche quando sul palco è arrivato l'ex Spandau Tony Hadley per accompagnarlo in Goddbye Malinconia e rappresentare esattamente quello che Caparezza considera "il bel canto". "Lui si è divertito moltissimo al concerto e ne sono stato felice. Ha capito l'atmosfera che c'era, l'importanza enorme di quel palco e di quella piazza. Per quanto mi riguarda io ho potuto vedere Tony Hadley fare le prove voce nel backstage mentre Morricone, davanti, dirigeva l'orchestra. E' stato incredibile". Così come la reazione della piazza che alla fine l'ha rivoluto sul palco, per ringraziarlo. "Mi sembrava di essere a un mio concerto. Ma non era il mio concerto. Questa volta poi ho provato un'estrema tensione, mai provata in cinque anni di Primo Maggio". Che nella sua ventiduesima edizione era dedicato alla "patria, la storia, il lavoro" 2.

Figlio di un operaio e di una maestra, con nonno paterno falegname e materno contadino, Caparezza su quel palco enorme in cinque volte c'è cresciuto. E quest'anno ha parlato di processi, di presidenti e della Lega (Legalize the Premier), della paura che fa una sinistra seppur ridotta all'osso. Ha portato una bandiera italiana trasformabile, ha parlato della profezia dei Maya, della terra (La Fine di Gaia) e della gente - cervelli o cervelli comuni - che dal nostro Paese va via. Ha parlato di tutto e l'ha fatto in meno di mezzora. "Ogni volta stare qui è diverso. La musica è un'arma, certo che mi importa. Io cerco di miscelare l'impegno, che è una cosa mia personale come uomo, con il gioco. Perché suonare non deve esser scollegato dal giocare. La parte fanciulla, la mia e quella di tutti, è viva sul palco, per questo mi piace parlare, portare le tessere in scena, travestirmi da Maya o mettere lo zainetto sulle spalle. Va bene farlo con tutto, anche con elementi poveri. Come fanno i bambini, che magari trasformano pezzi di legno in castelli. Così per la gente il coinvolgimento è più forte, lo diventa nel momento stesso in cui solletichi proprio quelle corde", ha continuato tra un salto e l'altro negli argomenti più strani.

Che sono passati dai cartoni animati ("Volevo fare il fumettista. Ma poi ho fatto il cantante pure se non so cantare", ancora), dall'avvento del telecomando al barone Ashura di Mazinga Z e al Muppet Show, dai film con Kevin Spacey a Andromeda o al piano Marshall. "Mi piace mettere nei miei testi le cose che hanno influenzato il mio percorso di essere umano. Quello che nella vita mi ha cambiato. Io sembro un fumetto e alla fine mi piace esserlo diventato, almeno in parte" ha continuato.

Caparezza è un entusiasta. Ha letto il risultato degli ascolti del Concertone (che hanno registrato il record, con 2 milioni 562mila telespettatori e picchi di oltre 3 milioni 700mila, superiori addirittura a quelli ottenuti nel 2009 con Vasco Rossi) e ne è stato sorpreso, felice. Felice per tutti. Per il Maestro Morricone anche. Che sul palco della festa dei lavoratori ha portato la bellezza. La sua Elegia, la sua arte, la musica di tutti. E la gente l'ha apprezzato, perfino oltre le previsioni. "Io non l'ho potuto vedere da davanti. Ed è stato un peccato", ha continuato. "Ma ho visto De Gregori. Era un mio sogno mai realizzato. Non l'avevo mai incontrato, invece dietro ci hanno presentato e abbiamo parlato, è stato bellissimo. Per me lui è la base, il mito, la storia della musica. Ecco, parlarci è stato il picco della giornata", conclude soddisfatto. E contagioso. E' questo l'importante di un artista dopo tutto. Essere contagioso, felice di raccontare l'incontro del principe con il fumetto. Apprendisti stregoni dietro un grande palco dove il Maestro Morricone, nel frattempo, suonava la colonna sonora dell'Italia.
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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da camila il Mer 18 Mag 2011, 12:07

Io, Caparezza, cantastorie felice
di Malcom Pagani

«Amo gli eretici, il mahatma Gandhi e i Monty Pyton. Mi piace dissacrare: forse perché vengo da una terra che ha dato al mondo Padre Pio e la D'Addario. E considero Berlusconi un incidente stradale». Parla Michele Salvemini, il 'diavolo di Molfetta'
(16 maggio 2011)
Michele Salvemini, 37 anni, diavolo di Molfetta. Viste dall'Autogrill, le macchine sembrano più lente della vita. La sua è diventata una corsa tra un concerto e l'altro. Biglietti esauriti, delirio popolare, dischi d'oro, il palco come una piazza e al centro, la versione di Caparezza. In un giorno di sole e vento, la gente passa, circumnaviga la preda e poi monetizza il ricordo. Flash. Il primo maggio, i cori da stadio, un programma per Deejay tv ("Chi se ne frega della musica") previsto per il 1 giugno: "Sarà una riflessione itinerante". Il rapper più noto d'Italia dirige il traffico dell'affetto, ride di rado, aspira la pausa autostradale e si racconta dietro lo specchio di un bicchiere di vino.

Cenni biografici?
"Famiglia semplice, di inattesa elasticità mentale. Mamma, figlia di contadini, insegnava alle elementari. Papà avrebbe voluto cantare e invece, disilluso, finì in fabbrica alla Meridionale cavi di Giovinazzo".

L'ha riscattato lei.
"Infatti mi ha sempre appoggiato. Sono lontano dal suo ideale ma rappresento il sogno realizzato per interposta persona. Accade raramente".

Inizi?
"In un garage, con gli amici. Ero timido, quasi autistico. Alle elementari e alle medie, non parlavo con nessuno. Sempre con le cuffie sulle orecchie, isolato".

A vederla sembra impossibile.
"Sul palco vendico la parte di me che ha spesso taciuto. Ho conosciuto il successo a 30 anni. Avevo molte cose da dire e quando finalmente ho trovato la formula, ho urlato. Mi sono fatto ascoltare".

Con le ragazze come va?
"Meglio che in passato. Sull'aspetto fisico non potevo contare. Usavo l'artificio della creatività. Spedivo cassette autoprodotte, ma non sono servite a niente".

Perché?
"In mezzo alle canzoni d'amore, a tradimento, c'erano i monologhi. Quelle ascoltavano e poi scappavano".

Ai suoi concerti l'età anagrafica oscilla dall'infanzia alla pensione.
"Mi avvertono come un saltimbanco, un cantastorie, un interprete della farsa in musica. I bambini si riconoscono, i grandi regrediscono alla fanciullezza".

Ricorda Rino Gaetano?
"Lui e Alberto Camerini erano due modelli. Performer capaci di trasformarsi, travestirsi, scatenarsi con il pubblico".

Si riconosce?
"Io sono così. Un uomo tranquillo che in scena attraversa una metamorfosi".

Cosa pensa dei cantautori?
"Metafore, poesie, immagini. La buona scrittura mi è sempre piaciuta. La canzone perfetta comunque esiste".

Titolo?
"Più di uno. "Bocca di Rosa" di De Andrè, "Marajà" di Capossela o "La storia siamo noi" di De Gregori. A Roma gliel'ho detto, mi è parso sorpreso".

Lei collabora, partecipa, firma libri, canzoni e prefazioni. Non si nasconde.
"Perché dovrei? Intervengo, discuto, sono curioso. Dissacrare è la cosa più sacra che ci sia e io vengo dalla Puglia. Una terra di mezzo, un posto che sotto il cielo ospita Padre Pio e Patrizia D'Addario".

Ha preferenze?
"Sono agnostico e amo gli eretici che ai dogmi, hanno opposto l'intelletto. Galilei, Giordano Bruno, Danton. Alla giustizia divina preferisco quella terrena".

Il primo libro letto?
""Neanche gli dei" di Isaac Asimov. La fantascienza e il mistero, nelle fughe da fermo, aiutavano molto".

La folgorazione?
"Gandhi. Mi ha cambiato la vita. Ha presente quel concetto: "Se non rispondono al tuo appello cammina da solo"? Ecco, quello è il mio manifesto".

Non le sarà più possibile.
"Ma io non voglio unire o convincere nessuno. L'approvazione unanime mi spaventerebbe. Penso che piacerò a tutti solo quando sarò morto. L'arte, in fondo, è un affare da necrofili".

Torniamo alla sua esistenza precedente. I fan la conoscevano con un altro nome.
"Ero Mikimix, conducevo un programma in tv e andavo a Sanremo".

1997. "E la notte se ne va". Testo di grana grossa: "Il giorno è rude/come una palude/ e io ne vedo di cotte e di crude".
"Stiamo parlando di quasi vent'anni fa. Ero giovane, ingenuo, discretamente ignorante e incline a fidarmi di chiunque. Un ragazzo di Molfetta che arriva a Milano, scrive su commissione e interpreta un ruolo. Se quella vita mi avesse entusiasmato, comunque, sarei ancora lì".
Invece?
"Sono scappato e ho scoperto che dopo il compromesso esiste solo il compromesso. Ho tagliato i ponti con il passato e ho ricominciato da zero. E' la mia storia, non me ne vergogno".

Zalone le ha chiesto un'involontaria autoparodia di quegli anni.
"Nel suo film, in mezzo a un matrimonio, mi ha fatto cantare le canzoni dei Ricchi e poveri. Non sono un attore e voglio rassicurare tutti. Mi fermerò qui".

Va al cinema?
"Se cerca una collezione completa dei Monty Phyton, sono la persona giusta".

Parliamo di politica?
"Se proprio vuole".

Ai suoi spettatori Berlusconi non piace.
"Io non so se gli italiani siano un prodotto di Berlusconi o viceversa, ma lui della logica dell'incidente stradale è maestro".

Ce la spiega?
"Quando c'è un tamponamento, il traffico è rallentato da chi ne osserva le conseguenze. La tv di Berlusconi mostra immagini che colpiscono i sensi e che l'Italia, per 30 anni, si è fermata a guardare. Competere sul suo terreno è perdente, imitarlo è vano. Prenda la satira".

Non la convince?
"La adoro, ma quella su Berlusconi non funziona più, è superata dalla realtà".

Soluzioni? Monicelli parlava di rivoluzione.
"Credo al valore della diversità. L'ultima rivoluzione riuscita, la Resistenza, muoveva altri sentimenti in un contesto troppo diverso da quello di oggi. Per me il 25 aprile è il giorno più importante dell'anno, ma il bipolarismo odierno ha distrutto le ideologie lasciandoci solo il rumore del bar sport e il derby tra le tifoserie. Il Parlamento non dovrebbe essere una curva".

Lei vota?
"Certo, però non mi considero un seguace né un adepto. Non indosso magliette, non partecipo a campagne e a capo di un movimento, non sarei contento".

E Nichi Vendola?
"Una tessera non l'ho mai avuta. Rimango un passo indietro. In passato l'ho appoggiato ma ora, più che esprimere un pensiero col rischio che venga strumentalizzato, chiedo che le mie idee abbiano asilo politico".

Le idee di Caparezza?
"Vivo per l'arte e penso che la luce dell'Italia sia anche la sua contraddittoria debolezza".

Non sia criptico.
"Si annuncia sempre con allarme il barcone degli immigrati, ma si tace sugli italiani che emigrano perché non esistono merito, lavoro o prospettive. I laureati che espatriano li ho incontrati, è gente incredula. Davanti a un'ipotesi d'onestà sgranano gli occhi".

Che morale ricaviamo?
"Diffido delle morali però consolarsi è necessario. Così sono tornato a casa. Amici e bar sono gli stessi dell'infanzia".

Le radici.
"Sono importanti, ma si possono tagliare. Se fai musica, crei quelle di domani".

In "Vieni a ballare in Puglia", il suo ritratto della terra d'origine non è apologetico.
"C'è la bellezza e ci sono altre cose. I veleni dell'Ilva, il lavoro nero, la disoccupazione. Il mio rapporto con la Puglia somiglia a quello tra padre e figlio. Il secondo ascolta e impara, ma ha il diritto di contestare e alla fine, appartiene solo a se stesso".

Che cos'è il denaro per Caparezza?
"L'unità di misura economica per valutare il tempo. Una cosa che non mi affascina ma preserva dallo sfruttamento".

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/io-caparezza-cantastorie-felice/2151470//1
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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Ospite il Gio 28 Lug 2011, 11:19


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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Alux il Gio 28 Lug 2011, 11:21

echo ci diamo il cambio? a sto punto io posto il testo di qua risata

Testo di Legalize the premier (io però speravo in La fine di gaia come nuovo singolo snob )
Castaman! oh yeah.. Legalize your seed!
LEGALIZE HIM ,LEGALIZE HIM
TELL YOU ME A TELL IF YOU LEGALIZE HIM
Mando in fumo denaro perché sono un castaman,
io mando in fumo denaro pure con la canasta al bar,
lo champagne, la pelliccia d’astrakan,
a chi mi chiede come si fa dico che basta amar
ed io amo fare il premier, mi gasa come Perrier,
quand’ero bambino vestivo come un manichino dell’atelier,
avevo le Burago vetri scuri e schoffer,
8 babysitter con auricolari e tailleur
ed alla scuola elementare, furbetto e lesto,
trafficavo sotto banco quello e questo,
una volta condannato ricorrevo in appello,
poi venivo protetto dal mio gran maestro.
Divenuto adolescente la prima intuizione,
ogni capo deve avere un capo di imputazione.
Sono un presidente in erba ma me ne fotto della maria
perchè io lotto ma per la mia legalizzazione
Legalize, legalize the premier.
Legalize, legalize the premier.
Sensimilla e ganja no ma il mio seme spargerò.
Io mi legalize
Pratico lo sport e non mi fermo mai, man,
gare off shore alle isole Cayman,
scalo le SPA non il Mont Blanc
e salgo di livello come un supersayan.
Mi atteggio da messia ma non mi fido di Pietro,
io mi fido solo di chi dice: “Firmo il decreto!”
Ma se vengo più indagato di pedine a Cluedo
rimangio tutto come un ruminante nel carrubeto.
Così ricco che i miei soldi io li dò alle fiamme,
li dò alle fiamme. Le Fiamme Gialle
invece di arrestarmi saltano alle spalle
di chi ha la piantagiona come Bobbe Malle.
Chi mi accusa di tangente diventa secante,
chi doveva stare zitto diventa squillante
ma vado dal mio medico curante
che mi prescrive più di un antimicotico per il glande.
Legalize..
PASTA AND MANDOLINO PLUS NUFF PARTY AT CHAMPINO
ME BIGGA THAN THE POPE AND
REDDA THAN CREMLINO
ME BUY OUT ITALY
ME HAVE A DEEP BORSELLINO
I’M THE HIPEST PRIME MINISTER
HIPER THAN AL PACINO
SOME PEOPLE CALL ME BOSS
SOME CALL ME MALANDRINO
OF THE LIKKLE POLITICIANS
I’AM THE REAL PRINCIPINO
ME EAT THE BIGGEST FOOD
PLUS BISCOTTI DEL MULINO
AND THE YOUNGEST SET A GAL
DEM CALL ME ERCOLINO
ME DID WANT A TV STATION
SO ME BUY DAT
ME DID WANT A FOOTBALL TEAM
SO ME BUY DAT
IF ME BRAKE THE LAW ME
ME CHANGE THE LAW
AND NOBODY CANT TELL ME NOTHING
TO BOMBOCLAATH
I’M UPLIFTED AND SO CHARMIN
AND ME BELLY PHAT
AND ME LINK UP WITH THE CREME OF AMERICA
SO ME BUY LEFT AND RIGHT
SO MY ACCOUNT NEVA DRY
SO ME BUY BUY BUY
ME JUST BUY BUY BUY….
Ora che sei castaman hai caste amanti,
hai qualche minorenne nei tuoi tanti party.
Mai sposarti ma fai tagli ai nastri
delle intercettazioni per i grandi appalti
e se capita che un giorno starai male male
vedrài leccaculo al tuo capezzale,
darài una buona parola per farli entrare
nel tuo paradiso fiscale.
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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Ospite il Gio 28 Lug 2011, 11:28

risata
Spero che diventi il tormentone dell'estate!

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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Alux il Gio 28 Lug 2011, 11:33

La canzone mi piace, ma temo che gli "ascoltatori della domenica" pensino che la canzone parli di erba. Anche questa verrà fraintesa, come spesso accade alle canzoni di Caparezza... :uhm:
Comunque sono sicura che sarà uno dei tormentoni, la canzone acchiappa sisi
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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da Ospite il Gio 28 Lug 2011, 11:35

E pensare che le canzoni del Capa non parlano mai di droga...110.000 visualizzazioni in 3 giorni!!!

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Re: CAPAREZZA

Messaggio Da ajna il Dom 06 Apr 2014, 17:20


Peccato che il topic del Capa languisca. Sono incappata poco fa in questa esibizione al Tenco con l'altro grandissimo, non potevo non postarla...

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Re: CAPAREZZA

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