JOHN DE LEO

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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Delilah il Ven 22 Apr 2011, 01:44










TEATRI DI VITA
via Emilia Ponente, 485
Bologna


MUSICA D'ITALIA
IN COLLABORAZIONE CON IL MEI


13 maggio 2011
JOHN DE LEO

John de Leo duo voce, voce narrante, samples voce, strumenti giocattolo John de Leo
chitarra Fabrizio Tarroni

Cantante, compositore, performer, romagnolo di Lugo classe 1970, John De
Leo è considerato la voce più interessante del panorama musicale
italiano dell'ultimo decennio.
Una voce-strumento, ora calda, grave, ora acuta, graffiante, le cui
fondamenta Soul sorreggono un vasto itinerario musicale che spazia dal
Jazz al Rock alla Contemporanea.
Collaboratore e promotore di innumerevoli progetti artistici non
strettamente a carattere musicale, dagli anni '90 ad oggi ha collaborato
un'infinità di artisti di origini e ascendenze differenti.
E' tra i fondatori del gruppo Quintorigo, lasciato nel 2005, con il
quale ha partecipato ai Festival di San Remo 1999 e il 2001 vincendo un
premio della critica e due premi per il miglior arrangiamento.
Sempre coi Quintorigo ha vinto il Premio Tenco 1999.
Questo concerto per voce e chitarra è qualcosa di prezioso perché mette
assieme una personalità esplosiva e profonda dotata di una voce usata
come strumento armonico straordinario con la chitarra di Fabrizio
Tarroni che interpreta la sua Gibson semi-acustica anche come una vera e
propria percussione.
Un concerto da non perdere.

Info, Biglietteria e promozioni: www.teatridivita.it
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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Delilah il Lun 13 Giu 2011, 02:25

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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Delilah il Lun 13 Giu 2011, 02:44




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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Aeris il Mar 14 Giu 2011, 12:39

quest'uomo per me è ogni volta una continua sorpresa

grazie Delilah
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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Delilah il Mer 15 Giu 2011, 02:46

Prego Aeris e beccati anche questo


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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Aeris il Mer 15 Giu 2011, 16:17



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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Delilah il Mar 06 Set 2011, 17:34

13 SETTEMBRE al CARROPONTE

JOHN DE LEO IN CONCERTO


Cantante, compositore, performer.
Nato a Lugo (RA) il 27 maggio 1970, John De Leo è da molti considerato la voce più interessante del panorama musicale italiano dell'ultimo decennio.
Una voce-strumento, ora calda, grave, ora acuta, graffiante, le cui fondamenta Soul sorreggono un vasto itinerario musicale che spazia dal Jazz dei Crooner, al Rock, al Dub, alla Contemporanea.
Collaboratore e promotore di innumerevoli progetti artistici non strettamente a carattere musicale dagli anni '90 ad oggi ha collaborato con:
Rita Marcotulli, Teresa De Sio e Metissage, Ambrogio Sparagna, Paolo Damiani, Stefano Benni, Banco del Mutuo Soccorso, Carlo Lucarelli, Stefano Bollani, Paolo Fresu Quintet, Danilo Rea, Furio Di Castri, Roberto Gatto, Franco Battiato, Enrico Rava, Carmen Consoli, Mederic Collignon, Ivano Fossati, Antonello Salis, Alterego e Louis Andriessen, Nguyen Le, Gianluca Petrella, GianLuigi Trovesi, Alessandro Bergonzoni, Maurizio Gianmarco, Fabrizio Bosso.Con il gruppo Quintorigo De Leo ha partecipato ad innumerevoli manifestazioni di carattere nazionale tra le quali: due Festival di San Remo '99 e 2001 vincendo un Premio della Critica e due Premi come miglior Arrangiamento, tre volte al I° Maggio di Roma (edizioni '99, 2001 e 2002), Premio Tenco '99 primo classificato con l'album "Rospo", Umbria Jazz 2003. Quattro i dischi di John con Quintorigo editi da Universal.Nel Teatro ha presentato alcuni spettacoli multimediali tra Musica, Recitazione e Video-installazione in rassegne internazionali: "Songs" con Carlo Lucarelli, "Intersezioni Virali" con Gian Ruggero Manzoni, "Monsters" con Danilo Rea (Festival Internazionale di Roccella Jonica '04), "Village Vanguard Lives" con Paolo Fresu Quintet, "Reietto" e "Scrittori italiani" (Romaeuropa Festival '07) con Stefano Benni, "Centurie" con Lietta Manganelli (Festival della Letteratura di Mantova '07).
John De Leo Trio e Stefano Benni incidono "Vedrai,Vedrai/Un giorno dopo l'altro/Repeat and fade" per la compilation tributo a Luigi Tenco "Come fiori in mare" (Lilium 2001).Il nuovo CD di John De Leo "Vago Svanendo" (Carosello 2008) prodotto da Adele Di Palma ha vinto il Premio della Critica della rivista "Musica&Dischi".
Vago Svanendo è stato presentato dal vivo a: Festival Eurosonic 2008 (Grand Theatre Up di Groningen - Olanda), La Milanesiana 2008, Blue Note (MI), XX Festival di Villa Arconati, Casa del Jazz di Roma, Italia Wave Love Festival 2008, Auditorium Parco della Musica (Roma), Premio De Andre' 2008 e Premio Ciampi 2008.
H 21.30
Ingresso 5€


è a 10 minuti da casa mia e forse non ci potrò andare
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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Delilah il Mer 05 Ott 2011, 03:50

ASCOLTA IN CUFFIA John De Leo che gioca con la sua straordinaria voce
intorno al mio microfono binaurale, cioè intorno alla tua testa!!!
Sempre per gioco, ho realizzato questo remix, moltiplicando il nostro caro
John per sei o sette... Il risultato mi pare sufficientemente riuscito
da essere pubblicato...
Voi che ne dite? ;)

Le foto sono di Victor Ortega:
http://vimeo.com/victorortega




E qui c'è molto Bobby McFerrin e anche Demetrio Stratos sisi
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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Aeris il Mer 05 Ott 2011, 17:52

e io adoro quest'uomo , sempre comunque e in ogni dove.
Bravissimo
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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da camila il Mer 05 Ott 2011, 17:59

Delilah ha scritto:



E qui c'è molto Bobby McFerrin e anche Demetrio Stratos sisi

:stupore :stupore :stupore :stupore :stupore :stupore
bravo bravo bravo bravo bravo bravo
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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Ospite il Mer 14 Dic 2011, 17:17


JOHN DE LEO



John
De Leo insieme ad un anomalo ensemble di ingegnosi quanto spericolati
strumentisti presenta i brani dell'ultimo lavoro discografico
ricreandone le sonorità. La canzone e i suoi deflussi, l'astrazione
jazzy, le alchimie tra acustico ed elettronico, fino alle atmosfere
classiche e contemporanee.


Artisti: John De Leo, voce
Fabrizio Tarroni, chitarra
Dario Giovannini, chitarra, fisarmonica
Christian Ravaglioli, oboe, corno inglese, fisarmonica (pianoforte) Genere: Concerto

Circolo degli Artisti Roma
16 dicembre 2011 - ore 21.30

Ospite
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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Aeris il Mer 14 Dic 2011, 17:51

Io non ci posso andare a Roma adesso

Grazie Rosa per la notizia
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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Delilah il Ven 07 Dic 2012, 19:37

CONCERTO > JDL Quintet a Bologna




Foto di Renzoff

2 BIGLIETTI IN OMAGGIO
PARTECIPA
.

JDL QUINTET
john de leo > voce, live looping sampler, giocattoli
fabrizio tarroni > chitarra semiacustica
dario giovannini > chitarra elettrica, fisarmonica, macchina da scrivere
beppe scardino > clarinetto basso, sax baritono
piero bitolo bon > clarinetto basso, sax baritono

13.12.2012 Bologna
c/o Bentivoglio Club (La Scuderia)

Apertura porte: ore 21.00
Inizio concerto: ore 22.00

Prezzo del Biglietto: Intero 10,00 euro.
Prenotazione: Per prenotare il biglietto scrivere a giovanni@la-fabbrica.org oppure telefonare al +39 347 6547011. Specificare cognome e nome. Il servizio non comporta nessun costo aggiuntivo. L’organizzatore provvederà ad inviare una risposta di conferma. La prenotazione sarà considerata valida fino alle 21:00 della sera del live.
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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Delilah il Mar 11 Dic 2012, 00:50

Quelle strade da me non previste: intervista a John De Leo

Emanuele Gessi | 10 Dec 2012

John de Leo è un artista fuori dal comune, si sa: non ha bisogno di presentazioni. Questo non significa che sappiamo ormai tutto di lui, dei suoi progetti, della sua sempre sorprendete opera artistica. Abbiamo deciso così di incontrarlo qualche giorno prima di vederlo ed ascoltarlo dal vivo al Salotto Muzika di Bologna. Incontenibile anche nelle risposte, John non riesce a risparmiarsi neppure durante un’intervista, donandoci una preziosa e ricca lettura, ideale accompagnamento per il viaggio nelle nostre lost highways.

Il tuo progetto artistico è incentrato tanto sulla voce, lo strumento generalmente “più utilizzato” nella musica, e al contempo il più “malamente utilizzato”. Secondo te come e quanto viene considerata ora la voce dall’ascoltatore medio?
Innanzitutto il mio progetto artistico non è incentrato sulla voce, anzi lo strumento voce è l’ultimo che affino in una composizione. Ovviamente spesse volte la melodia vocale guida il brano, ma altrettante volte è utilizzata a supporto della composizione in modo ritmico o contrappuntistico. La voce è per me uno strumento come gli altri strumenti: l’importante è la composizione nella sua interezza.
L’ascoltatore medio credo si fermi alla vocalità, è vero. Quasi mai si ascolta in quale contesto musicale la voce s’inserisce anche perché, generalizzando, nelle canzoni pop questo esercizio non vale la pena farlo.

I vari talent show, di recente aspramente attaccati da Martin Gore (Depeche Mode), sono davvero la madre tutti i mali o il problema esisteva già prima?
Non ho mai guardato un talent-show. Alcuni penseranno lo dica per snobismo, ma lo accetterò. Non ho la televisione da molti anni. L’offerta televisiva non mi piace, così come spesso accade per le offerte di maggior risonanza. Voglio rimanere ignorante all’ipertelia della comunicazione, sento di dovermi difendere. Quasi mai sui media più importanti, sento, vedo qualcosa che desti curiosità, che non sia corrotto da un qualche meccanismo economico, che sia fatto con una certa etica. Spesso anche l’universo del web offre pseudo opportunità e una libertà di scelta solo apparente. Ovviamente so cos’è un talent-show, così come conosco le canzoni più in voga senza che queste mi piacciano. Le sentiamo in diffusione in un qualsiasi centro commerciale. Ad ogni modo il Male è il consumismo. Dovrei argomentare, lo so, ma molto banalmente questo male si è talmente insinuato nella cultura generale che ha definitivamente corrotto il nostro senso critico, e ogni operazione culturale utile e di qualità difficilmente la si può riconoscere, e quasi mai conoscere.

La tua creatività è trasversale, si presta a una molteplicità di “contenitori” differenti (intendo i generi musicali, il contesto artistico che varia dal teatro alla letteratura passando per il jazz o l’ambiente della musica indipendente italiana): come un liquido prendi la forma del contenitore oppure è il contrario?
Sono molto attratto dall’Arte, dalle sue molteplici espressioni. Spesso mi sono dedicato anche a forme artistiche non strettamente legate a quella musicale. Sono convinto che i puristi dei vari linguaggi artistici avrebbero qualcosa da ridire quanto alle mie commistioni, e probabilmente sarei d’accordo con loro. Sono solito dire che al momento sono riuscito a far credere di essere un cantante, e così mi si può definire. Succede poi che una musica consigli un’immagine, o un testo letterario una musica e, ingenuamente se vogliamo, sento l’urgenza di assemblare, tentare di instaurare un possibile dialogo.

Il 13 Dicembre suonerai al Salotto Muzika di Bologna. Porterai sul palco i brani del tuo ultimo album Vago Svanendo? Ci sarà qualche anticipazione dei nuovi pezzi del tuo prossimo disco?
Torno a Bologna con piacere. Poche le novità in scaletta, ma ciò che secondo me rinverdisce il repertorio è una nuova formazione, forse la più affiatata dall’inizio del tour di Vago Svanendo. Trovo doveroso citare i componenti di questo quintetto: i chitarristi Fabrizio Tarroni e Dario Giovannini, rispettivamente alla semi acustica e all’elettrica, Beppe Scardino e Piero Bitolo Bon che entrambi suonano per metà concerto il clarinetto basso, nella seconda i sax baritono, io alla voce. Nessuna anticipazione dal vivo del nuovo album: ci sto lavorando. Con molta dedizione.

In passato sono stato tra il pubblico di un tuo live in duo (voce e chitarra). Dal tuo punto di vista cosa cambia maggiormente tra questa esibizione e quella in quintetto?
Il duo è una formazione stimolante ma faticosa; concede molta libertà, è vero, ma “dall’altro canto” implica un ingegno un po’ diverso rispetto alle formazioni con più elementi. Diverso è il gioco con le dinamiche e con le gamme sonore. Anche se mi interessa sempre ottenere un “fortissimo”, necessario sarà sfruttare anche i pochi suoni a disposizione, quindi le atmosfere minimali, fino ai silenzi. Diverso è l’approccio improvvisativo, che può naturalmente volgere al duello. Nel nostro caso specifico, un dolce problema sta nel restituire tutti i contrappunti di brani originariamente pensati per formazioni più allargate. E ci si deve comunque “fare in quattro”.
In una formazione di duo, soprattutto se si approccia le canzoni, è facile cadere nel piano bar. O “chitarra bar”, o “contrabbasso bar”, che più o meno sono sempre la stessa cosa. Io e il fido Tarroni da ormai venti anni cerchiamo di evitarlo. A proposito di duo, recentemente lavoro anche insieme a un fantasioso pianista -tra l’altro risiede qui nella vostra città da alcuni anni- che risponde al nome di Fabrizio Puglisi. Io e Puglisi stiamo progettando un cd.

Vago Svanendo è un disco estremamente variopinto, stilisticamente indefinibile se non con un vago, per quanto efficace: “è John De Leo!“. Il tuo prossimo lavoro sarà più concentrato in qualche precisa direzione o ti sei lasciato aperto tutte le strade percorribili?
Devo ringraziarti, perché in questa domanda sei riuscito a cogliere l’essenza della mia missione. O semplicemente a rendere felice il mio ego. È per me importante riconoscere uno stile, una modalità di pensiero. Mi si accusa spesso di non occuparmi di un solo genere, o di implicarne troppi. Può darsi, ma non può che farmi piacere quando qualcuno riconosce comunque una unica matrice, un filo conduttore. Gli esperimenti nel precedente lavoro discografico penso non siano arrivati a nulla. Nel senso: credo sì di essermi aperto nuove strade, ma molte di queste non riuscirò a percorrerle per intero in questa vita. In ogni caso, finché scopro nuove strade posso illudermi di iniziare un percorso, ovvero di sentirmi vivo. Detto questo, il prossimo album sarà sicuramente ricco; spero non sovraccarico, il fine è comunque una certa idea di semplicità. Il mood ricorrente sarà un’esplosione, evento questo che in ogni brano ne modificherà le sorti. Ogni personaggio del disco, o condomine come lo chiamo io, tradurrà quell’accadimento attraverso la propria soggettiva, il proprio vissuto, grado sociale, o contingente condizione emotiva.

Cosa consiglieresti ad un giovane cantante/musicista che, come te, si vuole ribellare agli schemi vigenti che non gli offrono spazio? Come può fare per “spiegare la vela“?
Qualche volta i ragazzi mi pongono una domanda simile: come fai a proporre quel tipo di musica, talvolta così poco commerciale? La risposta è per me semplicissima: la faccio e basta. Intendo dire che se qualcuno fa una determinata cosa, questa esiste, se nessuno la fa non esiste. Sembra un’ovvietà, ma quando ad esempio assisto a un bel concerto, a una bella rappresentazione – che tra l’altro mai vedrò in televisione – è un accadimento importante perché in quel momento diventa parte anche del mio immaginario. Da quel momento posso godere di quell’esperienza, averne coscienza, condividerla, magari avere la possibilità di rielaborarla. Se non l’avessi mai vista, tutto questo non sarebbe potuto accadere.
Quanto è importante che ciò possa succedere anche solo per una persona? Se molti musicisti non cedessero alle necessità dell’economia, alla fama per la fama, ai codici che il consumismo ha imposto, io sono convinto ci sarebbe molta più musica interessante. Credo sia determinante capire cosa realmente motivi i ragazzi cui ti riferisci nella tua domanda. Non è certo reato il fatto che tra le componenti che avvicinano i ragazzi alla musica ci sia la necessità di mettersi in mostra, di avere il cruccio di piacere a tutti, di imitare la postura dei propri idoli. Ma se i motivi fossero solo questi non ci sarebbe una grande crescita. Sarebbe una grande tristezza. Quando facciamo, diciamo qualcosa a qualcuno non possiamo non sentire la responsabilità di ciò che mettiamo in circolo. Di ciò che da quel momento esiste. Anche solo per un ascoltatore. E che da quel momento se ne può fruire, nel caso anche contestare. Così come ciò che ti rispondendo adesso.
Mi rendo conto che, per quanto mi riguarda, io sia stato fortunato, e che fortuito sia il fatto che continui a vivere di questo lavoro. Io poi sono uno che, per una serie di circostanze ineffabili, ha fatto anche Sanremo (!). Ma essere in qualche modo “famoso”, diciamo così, non è il motivo motore di ciò che faccio. Mi fa piacere, certo, godere di una certa posizione che mi consente di essere ascoltato da più persone, ma quest’opportunità del fato mi costringe a molteplici responsabilità: prima su tutte quella di non offendere l’intelligenza dell’ascoltatore. Implica io tenti di spostare sempre un po’ di più i miei limiti intellettuali. Ricontrollare infinite volte l’eticità di quel che posso comunicare. Discorso quest’ultimo che può non avere nulla a che vedere con la Sincerità. Da ragazzo, quel più o meno naturale impeto narcisistico di voler fare il cantante era condito da una disfunzione: quella di diventare un “morbo condottiero”. Ho sempre pensato potesse essere efficace insinuarmi comunque “dentro” il sistema. Oggi sono contento della mia posizione extratelevisiva. E resto comunque quello del rutto a Sanremo. Che non feci in modo volgare: era celato nel verso di un rospo. L’importante per un ragazzo che voglia fare l’artista, per me, è l’obiettivo di quell’urgenza.
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Re: JOHN DE LEO

Messaggio Da Delilah il Ven 03 Ott 2014, 11:56

Brano in anteprima Puoi ascoltarlo dal 3 ottobre 2014 fino al 3 ottobre 2014. ciao


Ascolta in super anteprima il primo brano di Jonh De Leo estratto da "Il grande abarasse" il suo nuovo album.

Innanzitutto non si tratta propriamente di una mazurka. Il tempo è in 3⁄4 ma in realtà è un valzer. I generi si somigliano ma la mazurka è più lenta, ecc. La Mazurka mi serviva per quel piglio popolare che poteva accompagnare musicalmente i protagonisti: innanzitutto Tania, tipica badante dell’est, e il badato in carrozzina uno scontroso vecchio della bassa romagnola. Meglio non indagare perché mi celi dietro certi personaggi. L’intento è cercare comunque di uscirmi e di raccontare anche ciò che mi appartiene parzialmente o forse per nulla.

Chi ha sentito questa canzone in anteprima mi ha dato interpretazioni lontane dai miei intenti. In generale, premesse le responsabilità del comunicatore, non riuscire a comunicare in modo chiaro un po’ avvilisce, ma da un altro punto di vista mi diverte pensare che l’ascoltatore possa fantasticare dal proprio orecchio esclusivo. Comunque sia, la cosa certa, così come in ogni brano di Il grande Abarasse, è un’esplosione improvvisa. A seconda del brano è rappresentata in modi diversi. L’accadimento viene tradotto da differenti soggettive culturali o personali contingenti situazioni emotive. Volevo che l’esplosione corrispondesse alla materializzazione di una deflagrazione interiore la cui miccia, in ognuno dei condomini (il disco è ambientato in un ipotetico condominio dove ogni brano è un condomino), era in realtà già accesa. Nello specifico in questo brano non si celano chissà quali psicologismi e trova anche spazio una citazione a Modugno: ottenuto il benestare della famiglia dell’autore di “Nel blu dipinto di blu”, come sul cd ribadisco il rispettoso omaggio.

Solo gli amici e i miei più stretti collaboratori hanno idea di quanto lavoro e quanto mi documenti per ogni composizione. Premetto ciò solo per raccontare un aneddoto forse simpatico. La mazurka inizia con un’elencazione di fasi per un sabotaggio. Ebbene, per farmi (e farvi) un’idea, confesso di aver telefonato a Matley, il mio idraulico di fiducia. Convinto di trovarmi fluttuare tra le perdite, Matley ancora non si capacita io l’abbia chiamato a casa per una consulenza tecnica: il sabotaggio domestico che il vecchio stava architettando volevo fosse in qualche modo verosimile. O quantomeno con una possibile logica. Per alcuni potrà sembrare un approccio eccessivo. Io non contento ho chiesto udienza anche ai pompieri della stazione di Lugo. Previo appuntamento. (Jonh De Leo)
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