Claudio Baglioni

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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Cristy il Mer 22 Ott 2014, 15:13

Ti dirò...la cosa che a me ha dato più fastidio è l'essere stata costretta per diversi mesi alla sola versione digitale! arrabbiato
Non disponendo di mezzi di riproduzione adeguati (per mia scelta...certamente; ma a me da fastidio ricomprare le cose se quelle vecchie ancora funzionano), potevo ascoltare i brani solo in cuffia con il lettorino mp3.
E non li potevo sentire né allo stereo di casa (a meno di non creare una serie di collegamenti con i cavi che rendevano giustizia al principio dell'entropia, ma un po' meno alla mia voglia di ordine... fatica ), né in auto che invece è il luogo in cui preferisco ascoltare la musica perché posso anche dare sfogo alla mia voglia di cantare a squarciagola. scusa
Insomma...quando alla fine è arrivato il bendetto cd, ho tirato un sospiro di sollievo!
Temo che il futuro, visto come vanno le cose, mi riserverà molta sofferenza in tal senso... :uhm:
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Cristy il Ven 07 Nov 2014, 19:31

L’attesa che si respira in questo momento sul forum e una frase che ieri ha scritto poplar (cit.“Ma il primo ascolto, per me, è istintuale. E' il cavallo che, finalmente, è lasciato libero di galoppare via e non si ferma finché non è esausto”), mi  hanno fatto venire in mente una canzone di Claudio che io adoro e che si intitola “La piana dei cavalli bradi” (da Oltre).

E’ una di quelle canzoni di cui mi sono innamorata al primo ascolto, una di quelle che mi prendono da tutti i punti di vista...il testo, la musica, l’atmosfera.  Crea, per i miei sensi, un’alchimia particolare…difficilmente spiegabile, ma che provoca brividi.  brividi cuoricino  
Eccola qua. In spoiler metto anche il testo.



Spoiler:
Nervi lisci di cavalli
a sfaticare sere
a calmarci di sudore
in fiaccole di gelo
inutilità di foglie
stupide e leggere
nubi di bucato
sugli stenditoi del cielo

come e' duro essere nuovi
avere un'altra storia
io ti amai con noncuranza
senza mai uno scopo
i ricordi sono acqua
e l'acqua e' memoria
il dolore e' sforzo e vino
uccide il giorno dopo

vento di girandole
in mezzo alle immondizie
mi fa freddo così tanto
da cercarti adesso
e ad un certo punto andare
e non dar più notizie
solo in compagnia di sé
e chiedere il permessi
per essere te stesso

mai
non odiarmi mai
se mi allontanai
perché potessi appartenerti

mai
non ti ho vissuto mai
e ti rinunciai
già rassegnato a non saperti

quanti addii che immaginai
facchini e treni
a sbuffare intorno
e tavoli di avanzi
in un viavai di camerieri
un fiammingo sole
sta per inchiodare il giorno
rondini croci d'autunno
infilano pensieri
guizzi in occhi di cavalli
laghi nero fondo
anime di ombre
nell'attesa delle stalle
e' un'immensa sala in cui aspettiamo
questo mondo
il futuro e' qui davanti
o già dietro le spalle

chiuderò la porta
a far star bene la tua assenza
ci sarà fedele sempre
il cane del rimorso
i cavalli origliano
quest'aria di impazienza
a metà della speranza
io cambiai percorso
e poi non ho più corso

mai
non odiarmi mai
io mi allontanai
perché potessi raccontarti

mai
non ti ho vissuto mai
e ti rinunciai già rassegnato a ripensarti

sudai di sud
di vento diventai

e andai
con la voce andai
coi capelli andai
lungo sentieri di tornadi

e andai
con il cuore andai
fino a che trovai
la piana dei cavalli bradi

scalpitai
scartai
m'impennai
scalciai
galoppai
saltai
m'involai

Claudio, in una trasmissione di RadioDue RAI del 19 maggio1998, ne parlò così:
“Ho cominciato a pensare che siamo tutti un po’ in attesa, come i cavalli nelle stalle, e che gli uomini e i cavalli in fondo si assomigliano, e il cavallo come l’uomo decide di sottomettersi, perché sente che c’è qualcosa alla quale non può dire di no. Avrebbe una forza incredibile, il cavallo, ma decide a un certo punto di fare in modo che le cose vadano, un po’ come l’uomo. E l’occhio del cavallo, un po’ come la mente dell’uomo, contiene dei guizzi di follia e di irrequietezza».
«Avevo immaginato in questa canzone che gli uomini fossero come i cavalli, che si assomigliassero nella loro capacità di attendere, e nella loro incredibile forza – che può essere piegata solamente con una ragione – e appunto in questo finale in cui si comincia a correre fino a involarsi: questo sarebbe in fondo il sogno di tutti»

In pratica, così come i cavalli aspettano nelle stalle il momento per poter correre, gli uomini attendono il futuro nell’immensa sala d’aspetto che è il mondo. Ed è nella condizione dell’attesa che il protagonista dell’album, Cucaio, l’alter ego di Claudio, trova finalmente la serenità. Dopo aver fatto l’esperienza del dolore ed essersi dannato nella canzone precedente (Qui Dio non c’è) perché non trova una giustificazione all’esistenza della sofferenza, Cucaio (l’uomo in cerca di sé) accetta il suo destino, e questa sottomissione al futuro è ciò che da questo momento in poi gli dà serenità, permettendogli di trovare una nuova coscienza di sé (espressa nella canzone successiva - Pace -che è la prima che ho inserito in questo topic). Alla fine della canzone il protagonista si lancia in una corsa, esattamente come quella dei cavalli, descritta con una serie di verbi che esaltano il senso di libertà che ha raggiunto: “Scalpitai, scartai, m’impennai, scalciai, galoppai, saltai, m’involai”.

E poi mi dicono che Claudio è quello delle canzonette…. scusa

cuoricino  cuoricino  cuoricino
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Cristy il Sab 15 Nov 2014, 16:32

Dalla pagina FB di Baglioni, condivido con voi quest'articolo apparso sul Corriere della Sera di ieri.
Lo metto in spoiler perché è piuttosto lungo fatica , ma è interessante sisi , perché appare l'uomo e non tanto l'artista (anche se devo dire che in Claudio le due cose sono davvero molto legate).

Claudio Baglioni
«Qualche volta mi accorgo che alle 6 sto già pensando alla minestrina»
Stefano Bucci
http://www.corriere.it/cultura/14_novembre_14/claudio-baglioni-8b5bfb10-6bc5-11e4-ab58-281778515f3d.shtml
Spoiler:


Il successo è meraviglioso, certo. Ma anche inutile. A meno di non sfruttarlo per realizzare i nostri sogni «perduti». Come riprendere quegli studi in architettura abbandonati tanti anni fa (con quindici esami già passati) e laurearsi con una tesi sul restauro e la riqualificazione urbana del Gasometro di Roma. L'architetto Claudio Baglioni, dall'alto dei suoi (oltre) 20 milioni di dischi venduti, si entusiasma ancora ricordando quel suo ritorno sui banchi dell'Università: «Mi avevano invitato a Valle Giulia a tenere una lectio magistralis , un altro dei vantaggi del successo e della celebrità, si è chiamati a parlare anche se magari non si bene cosa dire, facendo un po' la figura che faceva Marilyn Monroe quando andava tra i soldati in Corea... Alla fine il rettore mi ha chiesto: perché non si laurea? Ci ho provato. Alle prime lezioni avevo una paura incredibile, mi nascondevo con gli occhiali scuri, anche due paia me ne portavo dietro». L'esame più difficile? «Scienza delle costruzioni, un classico. Nella commissione c'era un ingegnere, l'ho un po' adulato dicendo che senza i calcoli degli ingegneri non potremmo fare nessuna architettura, lui mi ha risposto parlandomi di certi gruppi musicali dell'underground inglese che nemmeno conoscevo». E che quella di Baglioni per l'architettura (i suoi progettisti preferiti? Wright e Le Corbusier) non sia comunque un'infatuazione passeggera lo dimostra un'immediata precisazione: «Ho fatto anche l'esame di Stato, con un progetto per la città multietnica, con gli edifici colorati in modo diverso a seconda della loro destinazione».
Fare l'intellettuale
Quando aveva diciassette anni, Baglioni amava i racconti di Poe, l'esistenzialismo, i lupetti alla Juliette Greco: «A Centocelle o si diventava delinquenti o intellettuali, io avevo scelto la seconda possibilità, l'avevo fatto così bene che mi chiamavano Agonia mentre i miei coetanei erano il Mastino, il Volpe e un apprendista idraulico soprannominato il Galleggiante». Oggi, a sessantatré anni compiuti, nonostante continui ancora a vestirsi di nero (un nero più minimalista che gotico) ha scoperto il gusto del divertimento e del «cazzeggio», perché «anche se la vita non è un gioco, giocare mi piace, mi fa sentire vivo. Anche se qualche volta mi accorgo che alle sei del pomeriggio sto già pensando alla minestrina della cena e questo è segno che la vecchiaia ormai avanza». Sognando di comporre una messa, Baglioni trascorre il tempo lasciato libero dai concerti nuotando («Mi sento un uomo pesce») e soprattutto guardando in tv i programmi d'informazione: «Mi piace tenermi aggiornato, ma l'approfondimento in tv è una depressione continua, con tutti che si parlano addosso. Meglio, molto meglio guardare i documentari sulla natura come faceva mio padre». Lo stesso padre che lo voleva boxeur e che, mentre sentiva la voce e pensava di farsi prete e già faceva il catechista, lo portava a vedere gli incontri di pugilato «mettendogli però le mani sulle orecchie per non fargli sentire quello che dicevano ai margini del ring». E forse proprio in virtù di questo suo passato da quasi-boxeur Baglioni assicura di non voler finire «la carriera come un pugile suonato, cantando fino all'ultimo». E sogna, magari, «di rinchiudermi un giorno in un convento». La televisione? «Oramai celebra la mediocrità e la non-professionalità. È come il videocitofono».
Anarco-mammoni
Credente ma poco praticante, così si definisce oggi Baglioni: «Mi ero allontanato dalla religione quando un sacerdote sgridò mia madre perché eravamo entrati in chiesa passando dalla sacrestia. E anche i riti della settimana santa, così affascinanti ma anche così tragici, hanno finito per raffreddare il mio impeto. La Chiesa ha bisogno invece di alleggerirsi, di infondere entusiasmo. Proprio come sta facendo papa Francesco con la sua empatia capace di anticipare la sensibilità delle persone». Le capita ancora di pregare? «Da solo, con parole mie, quando ne sento il bisogno o quando un mio caro amico sta male». Le guerre la spaventano? «Mi preoccupano certo, ma penso che la cosa più grave è questa maledizione del presente, come la chiamo io, che fa crescere i nostri giovani con la paura del futuro». Baglioni è stato tra i primi artisti che ha parlato di immigrazione. Qualcosa è cambiato? «Purtroppo sembriamo incapaci di trovare una soluzione. È come se questo dramma sia stato metabolizzato. D'altra parte è uno dei vizi degli italiani: hanno sempre bisogno di qualcuno che ri-solva i loro problemi. Sono, insomma, degli anarco-mammoni». C'è persino un modello cinematografico che descrive questo modo d'essere: «La commedia all'italiana, per quanto fantastica, ha finito per celebrare gli eroi viscidi e mascalzoni interpretati da Sordi. Io preferisco i film di Germi o di Nazzari, dove non c'era mai il compiacimento della furbizia».
Informatissimi ignoranti
Anche Baglioni frequenta i social network, ma forse più di altri artisti sembra essere molto critico verso i nuovi media: «Sono una grande illusione, ti fanno sentire importantissimo anche se non lo sei. E ci hanno trasformato in una tribù di informatissimi ignoranti. Meglio invece i matti, gli scienziati, i visionari e i taciturni, perché io stesso posso immaginare il loro mondo, così come al ristorante mi piace inventare la storia delle persone del tavolo accanto». Anche Baglioni fanatico del selfie? «No. Meglio il caro vecchio autografo con dedica o la fotografia. Oggi, invece, alla stazione o all'aeroporto siamo prede dei cacciatori di selfie che si avvicinano, scattano e scappano via senza dirti una parola». Perché quello che conta per Baglioni è trovare un contatto «vero» con la gente e con il mondo, nonostante i possibili rischi: «Una volta Elio delle Storie Tese mi ha invitato a una serata per esordienti in un teatro in Toscana. In sala c'era l'applausometro, io ho cantato "in incognito" Strada facendo e ho perso con una coppia di illustri sconosciuti... Sapessi quanto mi sono divertito!».

Riporto qui un passaggio:

Anche Baglioni frequenta i social network, ma forse più di altri artisti sembra essere molto critico verso i nuovi media: «Sono una grande illusione, ti fanno sentire importantissimo anche se non lo sei. E ci hanno trasformato in una tribù di informatissimi ignoranti. Meglio invece i matti, gli scienziati, i visionari e i taciturni, perché io stesso posso immaginare il loro mondo, così come al ristorante mi piace inventare la storia delle persone del tavolo accanto».

Quest'ultima frase mi ha fatto venire in mente una canzone di Claudio che nasce proprio con questa idea...immaginare la storia delle persone che ti siedono accanto, osservandole.  
Si intitola "Quei due" ed è contenuto nell'album Sono io -l'uomo della storia accanto. A me piace molto. cuoricino
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Sole69 il Sab 15 Nov 2014, 17:14

sereno Cristy, grazie per aver postato l'articolo bacio Una occasione ulteriore per conoscere un artista nelle pieghe della sua anima, apprendendo cose davvero da me ignorate ok
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Rogerfederer il Sab 15 Nov 2014, 18:39

@Cristy ha scritto:Dalla pagina FB di Baglioni, condivido con voi quest'articolo apparso sul Corriere della Sera di ieri.
Lo metto in spoiler perché è piuttosto lungo fatica , ma è interessante sisi , perché appare l'uomo e non tanto l'artista (anche se devo dire che in Claudio le due cose sono davvero molto legate).

Claudio Baglioni
«Qualche volta mi accorgo che alle 6 sto già pensando alla minestrina»
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http://www.corriere.it/cultura/14_novembre_14/claudio-baglioni-8b5bfb10-6bc5-11e4-ab58-281778515f3d.shtml
Spoiler:


Il successo è meraviglioso, certo. Ma anche inutile. A meno di non sfruttarlo per realizzare i nostri sogni «perduti». Come riprendere quegli studi in architettura abbandonati tanti anni fa (con quindici esami già passati) e laurearsi con una tesi sul restauro e la riqualificazione urbana del Gasometro di Roma. L'architetto Claudio Baglioni, dall'alto dei suoi (oltre) 20 milioni di dischi venduti, si entusiasma ancora ricordando quel suo ritorno sui banchi dell'Università: «Mi avevano invitato a Valle Giulia a tenere una lectio magistralis , un altro dei vantaggi del successo e della celebrità, si è chiamati a parlare anche se magari non si bene cosa dire, facendo un po' la figura che faceva Marilyn Monroe quando andava tra i soldati in Corea... Alla fine il rettore mi ha chiesto: perché non si laurea? Ci ho provato. Alle prime lezioni avevo una paura incredibile, mi nascondevo con gli occhiali scuri, anche due paia me ne portavo dietro». L'esame più difficile? «Scienza delle costruzioni, un classico. Nella commissione c'era un ingegnere, l'ho un po' adulato dicendo che senza i calcoli degli ingegneri non potremmo fare nessuna architettura, lui mi ha risposto parlandomi di certi gruppi musicali dell'underground inglese che nemmeno conoscevo». E che quella di Baglioni per l'architettura (i suoi progettisti preferiti? Wright e Le Corbusier) non sia comunque un'infatuazione passeggera lo dimostra un'immediata precisazione: «Ho fatto anche l'esame di Stato, con un progetto per la città multietnica, con gli edifici colorati in modo diverso a seconda della loro destinazione».
Fare l'intellettuale
Quando aveva diciassette anni, Baglioni amava i racconti di Poe, l'esistenzialismo, i lupetti alla Juliette Greco: «A Centocelle o si diventava delinquenti o intellettuali, io avevo scelto la seconda possibilità, l'avevo fatto così bene che mi chiamavano Agonia mentre i miei coetanei erano il Mastino, il Volpe e un apprendista idraulico soprannominato il Galleggiante». Oggi, a sessantatré anni compiuti, nonostante continui ancora a vestirsi di nero (un nero più minimalista che gotico) ha scoperto il gusto del divertimento e del «cazzeggio», perché «anche se la vita non è un gioco, giocare mi piace, mi fa sentire vivo. Anche se qualche volta mi accorgo che alle sei del pomeriggio sto già pensando alla minestrina della cena e questo è segno che la vecchiaia ormai avanza». Sognando di comporre una messa, Baglioni trascorre il tempo lasciato libero dai concerti nuotando («Mi sento un uomo pesce») e soprattutto guardando in tv i programmi d'informazione: «Mi piace tenermi aggiornato, ma l'approfondimento in tv è una depressione continua, con tutti che si parlano addosso. Meglio, molto meglio guardare i documentari sulla natura come faceva mio padre». Lo stesso padre che lo voleva boxeur e che, mentre sentiva la voce e pensava di farsi prete e già faceva il catechista, lo portava a vedere gli incontri di pugilato «mettendogli però le mani sulle orecchie per non fargli sentire quello che dicevano ai margini del ring». E forse proprio in virtù di questo suo passato da quasi-boxeur Baglioni assicura di non voler finire «la carriera come un pugile suonato, cantando fino all'ultimo». E sogna, magari, «di rinchiudermi un giorno in un convento». La televisione? «Oramai celebra la mediocrità e la non-professionalità. È come il videocitofono».
Anarco-mammoni
Credente ma poco praticante, così si definisce oggi Baglioni: «Mi ero allontanato dalla religione quando un sacerdote sgridò mia madre perché eravamo entrati in chiesa passando dalla sacrestia. E anche i riti della settimana santa, così affascinanti ma anche così tragici, hanno finito per raffreddare il mio impeto. La Chiesa ha bisogno invece di alleggerirsi, di infondere entusiasmo. Proprio come sta facendo papa Francesco con la sua empatia capace di anticipare la sensibilità delle persone». Le capita ancora di pregare? «Da solo, con parole mie, quando ne sento il bisogno o quando un mio caro amico sta male». Le guerre la spaventano? «Mi preoccupano certo, ma penso che la cosa più grave è questa maledizione del presente, come la chiamo io, che fa crescere i nostri giovani con la paura del futuro». Baglioni è stato tra i primi artisti che ha parlato di immigrazione. Qualcosa è cambiato? «Purtroppo sembriamo incapaci di trovare una soluzione. È come se questo dramma sia stato metabolizzato. D'altra parte è uno dei vizi degli italiani: hanno sempre bisogno di qualcuno che ri-solva i loro problemi. Sono, insomma, degli anarco-mammoni». C'è persino un modello cinematografico che descrive questo modo d'essere: «La commedia all'italiana, per quanto fantastica, ha finito per celebrare gli eroi viscidi e mascalzoni interpretati da Sordi. Io preferisco i film di Germi o di Nazzari, dove non c'era mai il compiacimento della furbizia».
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Riporto qui un passaggio:

Anche Baglioni frequenta i social network, ma forse più di altri artisti sembra essere molto critico verso i nuovi media: «Sono una grande illusione, ti fanno sentire importantissimo anche se non lo sei. E ci hanno trasformato in una tribù di informatissimi ignoranti. Meglio invece i matti, gli scienziati, i visionari e i taciturni, perché io stesso posso immaginare il loro mondo, così come al ristorante mi piace inventare la storia delle persone del tavolo accanto».

Quest'ultima frase mi ha fatto venire in mente una canzone di Claudio che nasce proprio con questa idea...immaginare la storia delle persone che ti siedono accanto, osservandole.  
Si intitola "Quei due" ed è contenuto nell'album Sono io -l'uomo della storia accanto. A me piace molto. cuoricino
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Adoro la canzone

Adoro tutto l'album a dire il vero

Grazie per l'articolo, Claudio è sempre interessante da leggere, perchè proprio come la sua musica non è mai banale, scontato, prevedibile, mi riconosco il lui..... Lo adoro si intuisce?
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Cristy il Sab 15 Nov 2014, 18:48

@Rogerfederer ha scritto:

Adoro la canzone

Adoro tutto l'album a dire il vero

Grazie per l'articolo, Claudio è sempre interessante da leggere, perchè proprio come la sua musica non è mai banale, scontato, prevedibile, mi riconosco il lui..... Lo adoro si intuisce?

Ma davvero??? confuso  Ma lo sai che non me ne ero accorta! occhiolino
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Cristy il Sab 06 Dic 2014, 15:33

Giovedì sera sono andata alla data fiorentina del Con Voi-retour, che era stata rimandata lunedì scorso per colpa di una bronchite che aveva messo a dura prova Claudio nelle tre date romane.
Per fortuna la voce era tornata e la forma pure (probabilmente grazie anche a qualche "bomba" di cortisone! fatica ) e ne è venuto fuori uno spettacolo che è stata pura energia! dance  Claudio si è più volte scusato del disagio provocato e ci ha ringraziato per essere accorsi comunque. Devo dire che ci ha completamente ripagato...lui tra l'altro sembrava piuttosto euforico e più "fuori" del solito (mi chiedo con cosa lo abbiano curato... scusa ).

Comunque ci ha regalato tre ore di concerto e 35 pezzi (molti di La Vita è adesso e Oltre).
Metto i titoli in spoiler per chi è interessato (non in ordine di esecuzione, perché non mi sono messa certo ad annotarli, ma in ordine discografico di uscita).
Spoiler:

-Con tutto l'amore che posso (versione Q.P.G.A.)
-Questo piccolo grande amore
-Porta Portese
-Quanto ti voglio
-W l'Inghilterra
-Io me ne andrei
-Amore bello
-E tu
-Poster
-Sabato pomeriggio
-Solo
-Gagarin
-Quante volte
-E tu come stai?
-Notti
-Via
-Strada facendo
-Avrai
-Un nuovo giorno, un giorno nuovo
-La vita è adesso
-Andiamo a casa
-Amori in corso
-E adesso la pubblicità
-Notte di note, note di notte
-Dagli il via
-Domani mai
-Acqua dalla luna
-Noi no
-Mille giorni di te e di me
-Dov'è dov'è?
-Io sono qui
-Cuore di aliante
-Sono io
-Dieci dita
-Con Voi

Insomma, il grande mago ci ha incantato anche questa volta! cuoricino
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Cristy il Mer 24 Dic 2014, 19:00

Dalla sua pagina FB, Claudio condivide le sue riflessioni a una settimana dal termine del ConVoi-retour.
E io le condivido con voi sereno :

Una settimana è già andata dalla fine del tour.
L'inverno ha inaugurato il suo calendario e gira e rigira le strade affollate.
Natale sta salendo le scale della vigilia e tra poco busserà alla porta di tutti.
Seduto di fronte al quadro muto e mutevole di una finestra
a guardare fuori un cielo biancovetro
consumo un po' di pensieri e i primi giorni dell'attesa.
Respiro piano a dare aria ai polmoni
che imparano un ritmo più lento
e si risanano dopo una corsa sfiatata e mattissima.
Non ho niente da fare
oltre a pensare a cosa fare
da qui all'eternità.
Non ho niente da stringere
tranne la nostalgia di tante anime belle
incontrate in un paradiso di suoni e di luci
di mani e di voci.
Non ho niente da dire
che non sia stato già detto
ma che dirlo serve ancora a sapere
che abbiamo vissuto una storia in comune,
tutti accanto e insieme e ognuno un po' da solo
e che siamo vivi in questo stesso istante
in cui facciamo propositi di come e cosa vivremo
nel prossimo viaggio che chiamiamo domani.
Buona e più buona fortuna
che non basta mai
per un tempo a venire
per un vento di gioia
per un canto di festa.
Ora mi sento un cuore gigante
più grande del mio
e della mia stessa persona
ricolmo di affetto e passione.
Un incontenibile dentro
strapieno di quell'affetto e di quella passione dei tanti
che li hanno rivolti e riflessi verso di me.
Siamo specchi di altri
argilla nelle loro mani preganti
visioni nei loro occhi chiusi.
Una settimana è appena passata
il cielo si imbianca d'inverno
Natale è la promessa di tutta una vita
e di tutte le vite.
E noi siamo nati per vivere.
Facciamo poi sogni per rivivere quel che perdemmo lungo la strada.
D'ora in avanti getteremo sguardi e cuori fuori dalle finestre.
Finchè non saremo pronti di nuovo a rinascere ancora.
E vivere la cosa più bella che c'è.


E' stato un viaggio meraviglioso! cuoricino
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Sole69 il Ven 26 Dic 2014, 19:43

Bellissime riflessioni  amò
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Cristy il Gio 01 Gen 2015, 21:07

Un anno se ne va, un altro arriva.
Dalla sua pagina FB condivido con voi i pensieri di Claudio.

Un anno si annòvera
e si ripone nel baule delle cose dismesse.
Un anno si annuncia.
Un altro libretto di pagine
ancora sigillato nella plastica
sullo scaffale dei nostri domani.
Ci saranno giorni freschi
che sanno di nuovo
da scartare in fretta e con gusto
come regali inattesi
e fin troppo desiderati
e notti dense di pensieri
che tornano a bordo di ricordi lontani
che credevamo persi per sempre
e che a ritrovarli ti sembra di aver ricevuto il premio più bello
e strade di cui non si vede la fine
e che si ficcano dritte nell'orizzonte
da fare tutte in un soffio e in un salto
mentre si faticano un metro alla volta.
La vita ha un senso almeno per questo:
va avanti.
Chissà perché.
Chissà come.
Chissà dove.
Va avanti in ogni momento senza mai fermare il suo passo
e il suo cammino ci trascina con sé
e noi ci lasciamo portare
nel viaggio del tempo.
Chi corre, chi marcia, chi arranca, chi rotola.
Chi cade e chi si rialza.
Chi guarda alle spalle.
Chi mira alle stelle.
Chi arriva e chi va.
Come gli anni vicini: il prossimo e il vecchio.
In mezzo facciamo una festa
rumore baldoria casino brindisi e auguri.
Senza capire mai bene se è più
la nostalgia per quello che termina
o l'ansia di novità per ciò che comincia.
Tra fame d'amore e sete di gioia
viviamo il passaggio e facciamo promesse.
Alzo il bicchiere più in alto che posso
fino al cielo e anche più su
e poi ne rovescio un poco sulle nostre teste e sul mondo.
Che ci porti più bene che può
e quel bene non vada sprecato
che di bene c'è tanto bisogno.
Che ci porti nei quartieri del cuore
dove si lotta ogni istante e si spera in eterno
perché il futuro è ancora un sogno.


Buon 2015! cuoricino
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Cristy il Lun 05 Gen 2015, 10:03

Dalla sua pagina FB, il saluto di Claudio all'amico Pino Daniele:

Pino, Pinuccio tanto caro
Pino adorato
ieri sera guardavo la foto presa da lontano
di noi due seduti sul bordo del terrazzo
mentre tu mi raccontavi e io ascoltavo.
Dietro c'era solo il mare.
E al mare e a te pensavo
come in una misteriosa malinconia,
una tristezza nuova e sconosciuta.
Non capivo, non sapevo ancora niente.
Avevo una chitarra per le mani
e piano piano mi sono ritrovato a suonare
e poi a canticchiare Io dal mare
immaginando nel lunghissimo finale
i tuoi fraseggi di corde e voli di voce senza parole.
Tu non c'eri ma era come se fossi lì con me
a ricordare il pezzo, a ripassarlo
per la prossima occasione in cui l'avremmo rifatto.
L'avevamo registrato venticinque anni fa
e tu, che non eri stato bene,
l'avevi voluto fare lo stesso.
"Ci ho messo tutto il cuore" dicesti sorridendo
e ci scherzammo su per tutta la cena al ristorante.
Ora, dopo un quarto di secolo, quel cuore si è fermato.
Ma non la voce, le note calde della tua chitarra,
lo swing, il blues, l'anima profonda, le canzoni belle.
Non la tua passione, la sincerità come melodia di vita,
l'amicizia vera, diretta e a volte brusca,
quasi antica, di un altro tempo, di un tempo che fu giovane
insieme a noi e ai nostri primi sogni.
Un tempo che non è passato mai
e che, d'ora in poi, scorrerà diverso
con il ritmo più dolente e lento della nostalgia.
È stato un regalo conoscerti e incontrarti
in questi anni e in questo mondo
e cantare suonare parlare ridere con te
e sentire, sapere, essere sicuro
che ogni volta,
nella musica e nella vita,
ci hai messo tutto il cuore.



E questa è la canzone di Oltre alla quale Pino ha collaborato: Io dal mare

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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Therese il Lun 05 Gen 2015, 11:45

Uno dei pezzi di Claudio che mi ha sempre emozionato di piu', Io dal mare... pianto
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Sole69 il Lun 05 Gen 2015, 13:08

Mamma mia .... parole intense per momenti incisi indelebilmente  brividi cuoricino
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Arianna il Lun 05 Gen 2015, 17:43

brividi  cuoricino
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da carolina il Lun 05 Gen 2015, 19:55

Stupenda canzone  brividi 
il tocco di Pino Daniele e' inconfondibile  pianto
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da M&M il Lun 05 Gen 2015, 21:52

Tra le mie preferite cuoricino cuoricino cuoricino come tutto il cd...
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Cristy il Sab 28 Mar 2015, 21:47

Dalla pagina FB di Claudio:

Il sole stasera non fa il suo saluto.
Un cielo di nubi sottili
polvere grigia di primavera
gli oscura l'ultimo grido.
Così anche i pensieri rimangono opachi
mentre le voci della tv si passano sopra
una con l'altra.
Non c'è tanto da starsene allegri.
Conflitti, disgrazie, disastri, delitti, diatribe.
Le previsioni del meteo almeno
danno buone notizie per i giorni in arrivo.
Gli spagnoli dicono allo stesso modo
aspettare e sperare.
Attesa e speranza sono le braccia conserte
di chi non si è arreso.
Le vele piegate di chi è ancora pronto a partire.
Non è soltanto coraggio. È smania di novità.
È mettersi alla prova e sfidare la propria ombra.
Uscire dal porto sicuro, puntare gli sguardi
e mettersi a cercare code di stelle da inseguire ansimando.
Come donne fatate a cui correre dietro
senza mai riuscire a fermarle.


cuoricino
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da M&M il Lun 20 Apr 2015, 09:34

Dalla pagina fb di Baglioni....
Sempre sostenuto che lui e Marco si incrocino molto di più di quanto sembri....
Sest'ultima riga...

Claudio Baglioni
20 min · 

Ho imparato a nuotare intorno ai miei nove anni.
L'ho fatto per non essere meno degli altri.
L'ho fatto da solo.
Una mattina in cui il sole cuoceva
e il mare era liscio come l'olio
e caldo, si sa, come un brodo.
Sperando che quasi nessuno potesse vedermi
mentre, come un ossesso, mi dimenavo sul bagnasciuga.
Poi in venti, quaranta, sessanta centimetri di profondità.
Così fino al punto in cui non toccai più.
E andai avanti, via via sempre meglio.
Sempre più disinvolto e sicuro di me.
In autunno mi iscrissi a una scuola di nuoto.
E in piscina imparai proprio per bene.
Ancora dopo frequentai dei corsi di nuoto per salvamento. 
E a chi mi correggeva dicendo "di salvataggio"
rispondevo, orgoglioso ed esperto,
"di salvamento per salvataggio".
Diventai bravo davvero.
Ci mettevo costanza e passione
Feci persino qualche piccola competizione.
Era l'unico gesto sportivo che mi riuscisse con un certo successo.
E quando sai fare qualcosa 
quel qualcosa continui a rifare 
per poterti distinguere e pure vantare.
Da allora fu il mio passatempo migliore.
Con il tempo che passa, una volta rischiai di annegare.
Sotto un cielo di cenere, le onde correvano mosse dal vento
fino a girarsi su loro stesse.
Anche la bandierina rossa che vietava il bagnarsi
sembrava strapparsi sbattendo e urlando il suo allarme. 
Sulla spiaggia deserta c'era pure un cartello 
con scritto 'proibito uscire dalle corde'.
Io mi tuffai lo stesso e nuotai verso fuori.
Proseguii, a saliscendi sui cavalloni, fino al largo.
Quando là mi sembrò che fosse più calmo,
un muro d'acqua improvviso mi capovolse
e mi buttò verso il fondo.
Poi mi trascinò e io non seppi più dove.
Cominciai a bere acqua, sale, sabbia e paura
e a pensare che era proprio finita.
Dopo un po' e non so come, nauseato e intontito
mi ritrovai fino quasi alla riva.
Starnutivo, sputavo, tossivo
però mi ero salvato.
Me la presi col mare.
Ma che colpa ne aveva.
Ero io che ero stato protervo o incapace
Ora quando qualcuno ci lascia la vita
mi trovo a rifletterci su molto di più.
La morte per mare mi appare diversa da tutte le altre.
Più oscura e più misteriosa.
Più grande e più spaventosa.
Ma puoi gridare contro e maledire il mare o il destino?
Il mare non è cattivo né buono.
È quello che è.
Siamo noi, donne e uomini, tutti
che non siamo più quello che fummo
nei pensieri, i progetti, i disegni
del nostro artefice e autore.
Esseri umani che non sanno più essere umani.
Un'umanità senza più umanità.
È questa la sorte che abbiamo, il nostro orrendo destino?
Dovremmo imparare di nuovo a nuotare
e aiutare a salvarci l'uno con l'altro
in questo mondo terribile di sisalvichipuò.
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Rogerfederer il Lun 20 Apr 2015, 12:36

@M&M

Grazie. bacio
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Arianna il Lun 20 Apr 2015, 18:27

M&M  brividi
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da poplar il Lun 20 Apr 2015, 19:46

Molto sincero e toccante ciò che scrive Baglioni. Grazie M&M: mi ha fatta riflettere.
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da M&M il Lun 27 Apr 2015, 21:30

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[size=30]DA RISCOPRIRE: LA STORIA DI 'OLTRE' DI CLAUDIO BAGLIONI
23/04/2015

L'impresa era difficile: "La vita è adesso", il suo precedente album in studio, pubblicato nel giugno del 1985, aveva venduto qualcosa come 3.800.000 copie ed era rimasto in classifica per ben diciotto mesi, divenendo il disco più venduto di sempre in Italia. Claudio Baglioni doveva superarsi, consegnare al mercato un disco capace di spingersi oltre le cifre de "La vita è adesso" o quantomeno di eguagliarle. Così, dopo aver girato l'Italia con il tour "Assolo" (che lo aveva visto proporre performance di tre ore in cui suonava tastiere, chitarre e percussioni collegate in MIDI, tecnologia che all'epoca era da poco entrata in commercio) e dopo aver consegnato al mercato un triplo album live registrato proprio durante la tournée solista, nel 1988 ilcantautore romano iniziò a lavorare al sequel de "La vita è adesso".
Le lavorazioni dell'undicesima prova in studio di Baglioni presero il via presso gli studi Real World Bath Westside di Peter Gabriel (che stava contemporaneamente lavorando alle musiche de "L'ultima tentazione di Cristo" di Martin Scorsese), a Londra, sotto la produzione di Pasquale Minieri e Celso Valli. Il peso delle aspettative portò il cantautore e il suo team produttivo a prendersi molto tempo per lavorare al disco, la cui produzione richiese più di due anni di lavoro: Claudio voleva riconfermarsi e riconfermare quanto fatto con "La vita è adesso", non solo a livello di vendite (che promettevano bene: già un anno prima della pubblicazione del nuovo album, più volte posticipata, le prenotazioni ammontavano a un totale di circa settecentomila copie), ma anche a livello di qualità. Solo dopo più di ventiquattro mesi passati a lavorare tra Londra (presso i già citati Real World Bath Westide Studios e presso lo studio The Town House), Parigi (studio Grande Armée), Roma (Forum Music Village e Easy Records), Firenze (Studio Emme), Reggio Emilia (Pick Up) e Keynes (Great Linford Milton), Baglioni si decise a tornare sulle scene con il suo nuovo album da studio: "Oltre".
Si tratta di un concept album contenente due dischi, per un totale di venti canzoni che raccontano la storia di Cucaio, personaggio dietro al quale si nasconde la personalità del cantautore (che da bambino, non riuscendo a pronunciare il proprio nome, era solito presentarsi come "Cucaio"). Venti brani selezionati tra più di quaranta, alcuni dei quali furono poi ripescati da Claudio e inclusi nei suoi successivi dischi ("Io sono qui" e "Viaggiatore sulla coda del tempo", ad esempio, consegnati al mercato rispettivamente nel 1995 e nel 1999, includono parecchio materiale che non trovò fortuna in "Oltre").

"Oltre": un titolo significativo per un album destinato a fungere da spartiacque tra il Baglioni che fu e il Baglioni che sarebbe poi diventato. "Oltre", ad indicare non solo la necessità di superare gli importanti traguardi raggiunti con "La vita è adesso", ma anche l'esigenza di Claudio di reinventarsi come cantautore e musicista. Per certi versi, questo disco pare fissare un nuovo punto di partenza per la carriera del musicista di Centocelle, che stanco di essere considerato solo un semplice cantautore romantico voleva con dimostrare di saper spaziare e spiazzare, a livello di forma (stravolgendo cioè la struttura delle sue canzoni) e di contenuti (affrontando temi anche piuttosto impegnati - "Tieniamente", ad esempio, una delle canzoni incluse all'interno del disco, tratta degli scontri di piazza Tienanmen del giugno 1989, mentre nel testo in "Naso di falco" vi sono riferimenti alla caduta del muro di Berlino, alla tragedia di Cernobyl' e alla strage di Ustica).

L'ascolto dell'album, a livello di testi, si presenta come il racconto del percorso compiuto da Cucaio, come in una sorta di bildungsroman o romanzo di formazione fatto di dubbi e domande che solo alla fine trovano una parziale risposta: la partenza è rappresentata da "Dagli il via", l'arrivo (e dunque la maturazione, se così vogliamo indicarla) è simboleggiato invece da "Pace" ("Ora sono libero, un uomo... Oltre", canta Baglioni nel finale del pezzo). Un percorso che tuttavia nasconde insidie: in "Naso di falco" l'immagine principale è quella di un bambino (Cucaio) che pare atterrito e sgomento di fronte alla storia; in "Signora delle ore scure" l'amore si rivela illusione (la canzone racconta la storia di un pittore che finisce per innamorarsi della sua musa ispiratrice, una donna che non esiste nella realtà - per certi versi il brano pare pure criticare una visione troppo pura e idealizzata dell'arte, che talvolta può arrivare a sostituire la realtà); in "Qui Dio non c'è" a farla da padrone è un certo nichilismo. Musicalmente parlando, i venti brani inclusi in "Oltre" si presentano all'ascolto come venti quadri tra loro molto diversi, ciascuno caratterizzato da un particolare stile compositivo e da particolari colori: ci sono sfumature etniche ("Io dal mare", impreziosita dalla presenza alla chitarra e ai cori di Pino Daniele, "Le mani e l'anima", realizzata invece in collaborazione con Youssou N'Dour), incursioni jazzistiche ("Stelle di stelle", cantata in duetto con Mia Martini, "Tamburi lontani"), fotografie quasi felliniane ("Io lui e la cana femmina", "Dov'è dov'è"). Il Baglioni "cantautore romantico" riemerge in "Mille giorni di te e di me", una ballad scartata dal precedente "La vita è adesso", ma si tratta solamente di una breve apparizione (il brano, ad ogni modo, è divenuto uno dei classici del repertorio del suo autore).

Baglioni riuscì nei suoi intenti: "Oltre" sorprese sia la critica (che salutò con entusiasmo il nuovo corso del cantautore - TV Sorrisi e Canzoni pubblicò una recensione congiunta dell'album a cura di Enzo Biagi e di Ennio Morricone, che spesero belle parole sull'album: "Ecco un compositore di canzoni che non si è mai standardizzato. Sempre coerente, mai schiavo dei 'vizi' che falsificano l'eventuale originalità che una canzone di buon livello deve avere", scrisse il Maestro), sia il pubblico (le vendite premiarono "Oltre" con più di quaranta settimane in classifica).
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Cristy il Lun 27 Apr 2015, 21:37

M&M...sei in fase Oltre?? scusa

Ti capisco... consola
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da M&M il Lun 27 Apr 2015, 22:06

Sono in loop su quel cd in questo periodo... ma questo articolo mi ha fatto enormemente piacere trattandosi di un cd di tantissimi anni fa...
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Re: Claudio Baglioni

Messaggio Da Cristy il Dom 03 Mag 2015, 21:49

Claudio è tornato a scrivere pensieri su FB. Ogni tanto, evidentemente, cresce in lui la voglia di comunicare.
Condivido con voi ciò che ha scritto ieri e oggi.

2 Maggio 2015

C'è poco rumore qua intorno.
Quell'aria svuotata di suono e di gente di un giorno di festa.
E in questo periodo, di giorni di festa, ce ne stanno parecchi.
Natale di Roma, 25 di aprile e poi il primomaggio.
Mi torna alla mente zio Enrico, controllore sui treni,
che in questo tempo di tanti anni fa
viaggiava un po' meno e si prendeva pure qualche giorno di ferie
e io così lo vedevo più spesso.
Che forza, zio Enrico, che spasso.
Con lui era festa davvero.
La testa rasata quasi a fil di capello
ch'era un gusto passarci la mano,
l'odore di fresco-colonia qualcosa
e il largo, tostato sorriso di guance,
mi portava, bambino e felice, al mare di Ostia.
" S'annamo a scoccia' ?"
diceva strizzando insù l'occhio sinistro
e andare a scocciarsi
non voleva dire annoiarsi, tediarsi o rompersi le scatolette
ma mettersi a coccia in giù, a testa sotto
e fare le capriole sulla morbida sabbia.
L'acqua era ancora gelata
e mica potevi provare a bagnarti
ma il divertimento era bello che assicurato da quelle scocciate acrobatiche.
Un pomeriggio di lampi di sole a far perno sul capo,
spingersi su con le gambe e, quindi, catapultarsi in avanti
con il mondo che si girava con tutto se stesso
in una mezza rivoluzione.
E io che ridevo ogni volta che tornavo, in qualche maniera, diritto.
E ridevo ogni volta che lo insinuava da complice
con la bocca stortata a sinistra
" S'annamo a scoccia' ?"
anche se poi, per qualche motivo, non ci si andava.
Bastava soltanto che l'ammiccasse e scoppiavo dal ridere
ad ogni battuta più acuto e più a lungo.
Fino a che cedevamo ambedue per stanchezza.
" Siamo i più forti " concludeva solenne zio Enrico,
nel silenzio che siglava il momento.
C'è poco rumore qua intorno.
Quell'aria svuotata di suono e di gente di un giorno di festa.
E in questo periodo, di giorni di festa, ce ne sono parecchi.
Come anche di feste.
Festa della Liberazione, benchè ci sentiamo un po' prigionieri e vessati.
La festa di tutti i lavoratori pure se siamo molto disoccupati.
L'Expo e la festa del cibo e ci scopriamo sempre più avvelenati e affamati.
Ma intanto noi festeggiamo.
Mille di questi giorni.
Mille e una notte che non finisce ancora.
Mille impavidi nerovestiti che sfidano eroicamente
vetrine, cassonetti e automobili
in mezzo a un corteo di dissenso motivato e maturo
le cui ragioni vanno a farsi friggere
tra gli incendi e il fumo dei lacrimogeni.
Mille squallidi ladri che rubano su appalti e concorsi
tra mafie, camorre e amministrazioni corrotte
e i tanti eloquenti discorsi sull'alimentazione,
la salute e la fame nel mondo.
Mille inutili politicanti che su ogni argomento
trovano il triste mezzuccio per specularci come conviene
e così lavoro, occupazione, giustizia e senso della comunità
si ammutoliscono nella rissa continua di twitter e i talkshow alla tv.
Alla fine di tutta la festa
chi ci guadagna son sempre quei pochi,
quelli di meno
ma che menano più forte e di più.
A zi', scusami tanto
ma non eravamo noi i più forti?
E non s'annamo manco più a scoccia'.
No, non più.
Se stamo soltanto a scoccia'.


3 Maggio 2015

Di solito un giorno si valuta già dal suo inizio.
Poiché il buon giorno si vede dal mattino
dice il famoso proverbio,
anche se un mio conoscente si ostina a ripetere
che 'è il mattino che si vede dal buongiorno'
perché la qualità, lui sostiene, è subordinata
al modo in cui te lo augurano e ti si propone.
E non c'è verso di fargli cambiare parere.
Comunque sia e comunque vi piaccia
vorrei insieme a voi rivedere l'adagio
e auspicare che una buona giornata
si possa però riconoscere non solo da un dolce preludio
ma anche e perché no da un bel pomeriggio
o una magica sera o una notte incantata.
Decidere poi che, se pure il risveglio ed i primi momenti
non son stati un granché,
è possibile non disperare e attendere quello che viene.
Che, quando meno te lo aspetti o non ci speri quasi più,
un messaggio al telefono, un passaggio di ali,
una buffa notizia, una foto smarrita, ritrovata per caso,
un tramonto che allunga il suo quadro, un abbaio gioioso,
uno sguardo allo specchio e trovarsi però neanche male,
una frase inattesa di parole amiche, un motivo fischiato,
un gelato al limone, un valzer di antiche campane,
due passi nelle tasche svuotate delle vie della cena,
un mantello cucito di stelle, una voce notturna assai cara,
una carezza che ritrova il suo viso, un sorriso
ti segnano quel giorno che va
sul quaderno del tuo tempo migliore.
Così spero per te, per voi, per ciascuno di noi
che, magari, anche oggi,
prima che il mondo chiuda il negozio, dove compri le ore
e le storie, per riaprire le porte domani,
ci sia quella bella sorpresa, quel curioso stupore,
quel chissàmaichesarà di meraviglia
che accelera il cuore e lo porta lontano lassù
a suonare canzoni con gli angeli.
Il buon giorno si vede fino all'ultimo istante.


cuoricino
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