Sotto il ciuffo del Melozzi

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Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da Kaiser il Lun 19 Mar 2012, 21:06



Melozzi è un noto autore di colonne sonore per il cinema che, nonostante la giovane età, ha già ha ottenuto diversi riconoscimenti, come il Nastro d'Argento e l'Ovidio d'Argento. L'opera "Sinfonia concertante in do minore" è stata composta in occasione della riapertura del Duomo di Teramo nel 2007 ed eseguita da Enrico Melozzi insieme all'orchestra Città Aperta. Attraverso i suoi quattro movimenti, l'opera traccia il percorso di una rinascita del genere umano ed è contraddistinta da una potenza sonoro-orchestrale fuori dal comune.
"Quando mi è stato chiesto di comporre una sinfonia per la riapertura di un Duomo del 1300 - racconta Melozzi -- il primo pensiero è andato alla sensazione che avevo di Dio quando ero bambino. Un Dio che mi faceva paura, che mi incuteva timore e rispetto altissimo. Ho deciso quindi di ispirarmi alle Sacre Scritture, in particolare a Ezechiele, che racconta del suo incontro con Dio, che fu così travolgente da lasciarlo tramortito a terra; il suono fragoroso dell'orchestra infatti è la rappresentazione di questo incontro, così violento e ricco di moniti. Per comporre questa sinfonia mi sono ispirato ai miei grandi maestri come Bach, Mozart, Beethoven, Stravinsky, ma anche ai grandi musicisti del cinema come Bernard Herrman". L'opera è pubblicata dall'etichetta indipendente Cinik Records, distribuita da Edel e in digitale da Zebralution.

L'opera è rappresentata in un linguaggio variegato e complesso, in un moto armonico continuo che avanza con forza trascinante, con allusioni a classici come Bach, Stravinskj, Debussy, e con audaci richiami a moderne musiche da film. Allusioni e richiami trattati originalmente, che sollecitano la complicità degli esperti, ma ugualmente apprezzabili e godibili dai semplici amatori. Giorgio Gaslini commenta così l'opera:
"La definirei un'opera 'Titanica' sia per la intensa e sentita qualità e significazione delle fontitestuali, sia per la potenza sonora-orchestrale impiegata, sia per un evidente senso superiore dellaforma. La forza e il rigore compositivo si impongono all'ascolto di questa Sinfonia. Quando dallafedeltà all'impianto tonale fa staccare parti strumentali da sole o intrecciate, e le porta in alto, liberate, significanti, ecco è allora che scopro una diversa bellezza protesa verso il nostro tempo".
La sinfonia Concertante composta da Enrico Melozzi in soli 9 giorni nell'agosto del 2007 per la riapertura del Duomo di Teramo, fu eseguita il 25 ottobre 2007.
Proponiamo l'inizio dell'opera nella sua prima esecuzione assoluta.
Enrico Melozzi dirige l'orchestra Città Aperta.
Riprese dirette da Marco Chiarini
Montaggio Stefano Saverioni
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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da Kaiser il Lun 19 Mar 2012, 21:13

ENRICO MELOZZI: IL SOGNO DOPO IL FESTIVAL DI SANREMO? VINCERE L’OSCAR!

Intervista al ciuffatissimo direttore d’orchestra, a Sanremo con Noemi.

Roseto degli Abruzzi (TE) Mercoledì, 29 Febbraio 2012

Sempre umile, mai modesto.
Eccolo Enrico Melozzi, che risponde al telefono mentre solca un viale di Roma, diretto a casa di amici per una cena.

Largo all’umiltà, che serve a tenerti ben saldo a terra, ricordandoti che solo l’impegno quotidiano e il lavoro duro portano soddisfazioni.
Alla larga la modestia, buona soltanto a nascondersi, a non saper pensare in grande, osare in grande, arrivare a grandi traguardi.

E siccome per arrivare a casa dell’amico c’è un po’ di strada ancora da fare a piedi, largo all’intervista telefonica.

Enrico, il tuo ciuffo sembrava nato a Sanremo. Dire che ti abbiamo visto a tuo agio è dire poco. Ti sei “poppizzato” alla grande…
«Sono un musicista poliedrico, lo sai che amo fare cose diverse e che niente mi dà più fastidio della monotonia. Non stimo molto quelli che fanno la stessa cosa da 30, a volte 40 anni. Lavorare divertendosi significa anche creare progetti sempre nuovi.»

Prima di andarci a dirigere l’orchestra, seguivi il festival di Sanremo?
«Essendo un appassionato di musica leggera, l’ho sempre seguito.»

E viverlo “live” com’è stato?
«Fantastico. Mi sono goduto al massimo una esperienza che mi ha portato in un ambiente composto di grandi professionisti. Gli orchestrali hanno un livello e una organizzazione musicale pazzeschi.»

Hai seguito Noemi, arrivata al terzo posto. Com’è nato il vostro sodalizio?
«Lei cercava un ospite internazionale per il Festival di Sanremo. E’ venuta ad un concerto di Sarah Jane Morris che le è piaciuto e così, grazie alla mia agente Arianna d’Aloja, è nata l’ipotesi di una collaborazione. All’inizio io dovevo soltanto arrangiare il duetto internazionale, poi - lavorando gomito a gomito - Noemi mi ha chiesto di dirigere l’orchestra. Ho detto sì soprattutto per lei e per il prestigio di Sanremo.»

Perché “soprattutto” per Noemi?
«Perché Noemi è una artista preparata, che segue tutto in modo meticoloso e puntuale. Non è una che arriva, canta e poi saluta la compagnia e va a fare shopping. No, lei sta sul banco del mixer fino all’ultimo, con il blocco degli appunti. Io voglio lavorare con gente così: brava, ma tosta e determinata a crescere ancora. Credo che i risultati, parlando di Noemi, si siano visti.»

A livello personale, seguendo i social network e i mass media, ho visto molte testimonianze d’affetto nei tuoi confronti. Pensi sia dovuto al fatto che fossi parte del fenomeno mediatico nazionalpopolare dell’anno, o c’è qualcosa di più?
«Direi che c’è di più. Io, sinceramente, non mi aspettato tutti i messaggi e le testimonianze di stima e affetto che ho ricevuto. E se io, che non ero fra i protagonisti, ho ricevuto tutto quel che ho ricevuto, penso a quanto sia stato forte l’impatto per i veri protagonisti, tipo Rocco Papaleo.»

Un affetto anche e soprattutto abruzzese e teramano?
«Molto abruzzese e molto teramano e questo mi inorgoglisce, amando io la mia terra in modo viscerale. In un momento di difficoltà generale, in un momento per me delicato – attaccato da alcuni mass media e anche legalmente da alcuni per il mio modo schietto di dire le cose – è stato bello prendersi questa rivalsa. Sapere, cioè, che in tanti, tantissimi, ti apprezzano come artista, ma anche come uomo, che ha il coraggio delle proprie azioni e parla sempre in modo chiaro e davanti. E che è disposto anche a pagare di persona, per il bene della propria terra.»

Continuerà il sodalizio con Noemi? Andrai in tour con lei?
«E’ uscito sul quotidiano “Il Centro” che io sarei andato in tour con Noemi, ma io non ho mai detto questo. Se Noemi decidesse di portare l’orchestra nelle due date più importanti – Roma e Milano – e mi chiamasse, ovviamente sarei onorato di andare. Ma niente tour, visto che sto lavorando a due progetti.»

Di cosa si tratta?
«Un progetto è in Italia. Si tratta della colonna sonora per lo spettacolo “Gli Uccelli” di Aristofane, per la regia di Roberta Torre, che si terrà al Teatro Greco di Siracusa. L’altro progetto è per l’Australia e mi è stato commissionato dalla West Australian Symphony Orchestra e dal West Australian Ballet. Si tratta della colonna sonora per un balletto su Pinocchio, che partirà il 16 settembre 2012 ed avrà, inizialmente, 16 repliche. Sono progetti importanti e di respiro internazionale, che mi inorgogliscono e che arrivano anche grazie a Piero Ostali, della Casa Musicale Sonzogno, che è un editore perfetto perché mi consente di concentrarmi solo sul mio lavoro.»

Detto dei progetti a breve, qual è il tuo obiettivo a medio-lungo termine?
«Ne ho tanti, ma preferisco dirti il mio grande sogno, perché lavorerò duro per realizzarlo: vincere il Premio Oscar per la colonna sonora. So che è difficile, ma vorrei - nel lungo termine - provare ad andare a vivere in America per lavorare a progetti in grado di concorrere all’Oscar. Sono già stato a Los Angeles e mi è piaciuta molto. Magari tornare a L.A. - oppure stabilirmi a New York - potrebbe aiutarmi a crescere ed entrare in progetti di qualità sempre più alta. Per adesso resta un sogno, perché devo migliorarmi come musicista e lavorare ancora molto per rendere solida la mia etichetta Cinik Records insieme alla mia socia Valentina D'Ignazio, ma… io ho un sogno!»

Grazie Enrico. Saluta – come se li guardassi uno a uno negli occhi – i nostri lettori “alla abruzzese”…
«M’arcummànn, mandìtt fùrt!»

http://www.roseto.com/scheda_news.php?id=10076&tipo=rosetano




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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da ziggy il Lun 19 Mar 2012, 21:14

@ Kaiser hai aperto un topic su Melozzi ? love ok

allora posto di qua le sue composizioni che avevo messo in caleidovideoscopio? impaziente
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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da Kaiser il Lun 19 Mar 2012, 21:26

Certo ! ok
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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da ziggy il Lun 19 Mar 2012, 21:32

Colonna sonora per il film L'Uomo Fiammifero del 2009




Quartetto d'archi e chitarra.
Composto da Enrico Melozzi il 26 novembre del 2003, per la realizzazione di questo filmato di Marco Aureli, in occasione della 9° Conferenza Mondiale sul Clima.

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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da ziggy il Lun 19 Mar 2012, 21:40

Improvvisazioni per Cello Solo sul Funerale di Mozart da Mozart e Salieri di Puskin





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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da ziggy il Lun 19 Mar 2012, 21:43

Qui suona il violoncello come fosse una chitarra ......e canta anche ciao

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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da ziggy il Lun 19 Mar 2012, 21:59

E qui in veste di presentatore di una puntata televisiva di musica TA DA magia







........ deve essere proprio un fiume in piena ,uno che non si ferma mai ............ proprio il contrario del bradipo scusa risata
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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da Ospite il Mar 20 Mar 2012, 14:13

stupendo il ciuffatissimo love love love
sono tanto contenta di conoscerlo cuoricino
grazie bacio

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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da Iaia il Mar 20 Mar 2012, 22:25

@ Miki risata Ciuffatissimo risata Mi sa che qui abbiamo un debole per i ciuffi cuoricino Mi piace sto Melozzi grande musicista senza la puzza sotto al naso, aperto a tutto e soprattutto al pop ok Ma dove sta scritto che non si possono amare Marco e Mozart allo stesso tempo???
Tempo fa ad Allevi chiesero quale fosse la musica che gli piaceva di più o che gli avesse cambiato la vita e lui rispose quella dei Bee Gees!!! sorriso
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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da Kaiser il Ven 06 Apr 2012, 21:15

Enrico Melozzi
Cari amici, oggi vi voglio mostrare l'inizio del film Colpa Nostra, del quale ho composto la colonna sonora. E' un film importantissimo, sul terremoto e sulla mia terra di origine. Il brano principale che ho composto per questo film è uno dei miei preferiti in assoluto, e oggi credo sia il giorno migliore per farvelo sentire. Restiamo uniti!




Enrico Melozzi
ECCO UNA SPECIALE RELEASE: LA VERSIONE ORIGINALE DEL BRANO DI COLPA NOSTRA. PER NON DIMENTICARE. DEDICATO AGLI STUDENTI MORTI NEL TERREMOTO DELL'AQUILA.
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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da ziggy il Ven 20 Apr 2012, 19:00



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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da ziggy il Ven 20 Apr 2012, 19:17

love
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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da Delilah il Mer 25 Apr 2012, 03:17

La meravigliosa Sarah Jane Morris incanta il pubblico di Parma con il capolavoro di Sting: Fragile.
Accompagnata dal fedele compagno di viaggio Tony Remi, e dal violoncellista Enrico Melozzi, che si cimenta in un solo pirotecnico.


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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da Ospite il Mar 02 Ott 2012, 14:10




Melozzi live dall'Australia: "Ecco il mio Pinocchio"

Il musicista teramano in 'trasferta' a Perth
racconta la prima del balletto dedicato al burrattino di Collodi:
"Un'esperienza
indimenticabile"



PERTH
– Sabato 14 settembre, ore 18. ‘Questa serata rappresenta senza ombra
di dubbio un momento cruciale della mia vita’. Non usa mezzi termini Enrico Melozzi, compositore teramano classe 1977, per descrivere quanto lo attende di lì a un’ora all’interno del prestigioso His Majesty’s Theatre, mecca del teatro della capitale del Western Australia.


C'è la premiere di 'Pinocchio–The Ballet', coreografia dell’italiano
Ivan Cavallari con la scenografia di Edoardo Sanchi, che nel 2009 volle
con sé il musicista teramano dopo essere rimasto folgorato – sua stessa
ammissione – dalla delicatezza delle musiche composte per il lungometraggio de ‘L’Uomo Fiammifero’ del regista Marco Chiarini.
Una sigaretta consumata avidamente di fronte l’ingresso dell’edificio,
per tentare di domare le proprie emozioni prima di tirare un lungo
sospiro ed entrare dalla porta di riserva, quella che accede al
backstage, mentre il pubblico inizia a sfilare vestito di tutto punto
sul red carpet della hall d’ingresso per accalcarsi presso la
biglietteria. Enrico, ammette, si è svegliato da poco. Un lungo sonno
pomeridiano per allentare la tensione dopo tante notti passare a tirar
tardi per studiare e perfezionare le musiche da lui composte per l’opera
in questione.

Più di un’ora e 45 minuti di musica, un fiume di
note - ‘Incasinatissime’, ammette lui stesso - composte in poco più di 5
mesi per dare vita alla sua personale visione del celebre racconto di
Carlo Collodi. ‘Ho tentato di creare un suono che fosse concepito
esclusivamente per catturare l’attenzione del pubblico – precisa il compositore teramano
- o perlomeno quello che vorrei ascoltare io stesso se pagassi per
assistere ad un balletto’. A dipingere le sue note, i settanta elementi
dell’Orchestra Sinfonica del W.A., composta da una buona fetta dei
migliori musicisti dello Stato. Come dire: un privilegio certamente non
da poco.

LO SPETTACOLO – Enrico è un leone in gabbia.
Cammina ininterrottamente su e giù per il corridoio laterale del
teatro. Di occupare la poltroncina assegnatagli tra il pubblico per
meglio capire i suoni, manco a dirlo, non se ne parla. Il nervosismo è
lo stesso di chi è in attesa della nascita di un figlio: la sua creatura
sta per vedere la luce. Inizia lo spettacolo, si fa buio in sala.
Enrico si rifugia infine in un angolo della sala, avvolto nel suo trench
color crema. I movimenti dinoccolati del piccolo ballerino brasiliano Andrè Santos
danno forma e sostanza al personaggio Pinocchio, bambino – non bambino
che affronta il suo personale viaggio interiore verso la consapevolezza
della propria infanzia. I ballerini del prestigioso Western Australian
Ballet, dal canto loro, non sono da meno, e danzano compatti sul tappeto
sonoro creato dal musicista teramano, che traccia coordinate
drammatiche sulla narrazione della storia con un timbro classico,
potente, figlio di certa lirica italiana – Rossini e Monteverdi su tutti
– con una cadenza calda a là Nino Rota, non a caso citato
dallo stesso Melozzi nel libricino introduttivo dell’opera. I toni sono
cupi come la scenografia, perfettamente sincronizzata con la musica in
un gioco di classico e moderno che non sarebbe dispiaciuto ad un Carmelo
Bene in acido.

Il suono dell’organetto ottocentesco – riprodotto
solo dopo diverse peripezie, visto che era impossibile affittarlo
direttamente per via dei costi elevatissimi, ci confida Enrico – apre il
sipario ai chiaroscuri, veri protagonisti dello spettacolo, al viaggio
della ricerca. I 45 minuti del primo atto si chiudono nel buio della
coscienza di Pinocchio: la musica è penetrante, malinconica. Le note
provengono dalla nostalgia del passato e paiono protendersi verso
l’incertezza del futuro. Melozzi pare ora più disteso. ‘Procede bene,
sono soddisfatto di quanto visto sino ad ora. Nonostante il suono sia
leggermente più asciutto di quanto mi aspettassi, non pensavo sarebbe
andata così liscia. Sono certo che questa sia ancora solo la fase di
rodaggio e nel corso delle serate la musica acquisirà sempre più
spessore. Non nego che, nell’ascoltare determinati passaggi, mi sono
commosso, tanta l’emozione che ho provato nel percepire la realizzazione
di un sogno’.
Il secondo atto si apre e si sviluppa con maggiore brio e diventa un
musical quasi in stile broadwayano. I colori sono più violenti, i
costumi della giovane costumista Maria Porro sgargianti, le musiche e le
scenografie dal canto loro più sperimentali. Su tutte, il grottesco
marchingegno del Paese dei Balocchi, sorta di mostruoso carosello
psichedelico: elettronica e contemporanea tritate e sputate a tutto
volume contro il pubblico che ne rimane atterrito, schiacciato dalla
potenza visiva delle macchina, grande quanto l’intera scenografia, dalle
sue mille luci stroboscopiche che poi – sorpresa - inizia ad avanzare
minacciosa contro il pubblico fino ad inchiodarlo alla poltrona. E’ il
momento folle, surreale, forse visivamente di maggiore impatto di tutta
l’opera: un degno successore di una parodia gotica di Tim Burton. Tra le
righe, anche un breve passaggio subliminare della celeberrima ‘Back in Black’ degli Ac/Dc, gruppo hard rock australiano per eccellenza.

Discolo di un Melozzi. Enrico si riflette nelle musiche che
caratterizzano i personaggi, tanto nella coscienza del Grillo Parlante
quanto nella sfrontatezza luciferina di Lucignolo. E la dolcezza delle
note finali, che fanno risvegliare tra le braccia di una mamma e di un
papà ‘reali’ un Pinocchio in carne ed ossa riavutosi da un sogno
avventuroso, lasciano intendere le corde più intime della sua persona.

LA FESTA –
Standing ovation. L’intero ensemble è sul palco, schierato di fronte al
pubblico che non si risparmia in fatto di applausi. Tra questi, sono
diverse le personalità di spicco della comunità italiana (e non solo)
dello Stato australiano. ‘Sono davvero orgoglioso di quanto appena visto
– confiderà poi all’uscita del teatro Adriano Tedde,
Console italiano del W.A. – Questo spettacolo, molto atteso dalla città
di Perth, è l’ennesima conferma che la creatività italiana è sempre la
carta vincente da giocare all’estero, soprattutto qui in Australia’.
Tirando le somme una sfida, quella della produzione, vinta ai punti, che
ripagano il grande dispendio di denaro – oltre due milioni di dollari
australiani - per assicurarsi solo il meglio sulla piazza. Enrico,
euforico ed ora visibilmente disteso, si inchina a raccogliere il ‘suo’
applauso, ridendo come un bambino felice. ‘Una serata che difficilmente
potrò dimenticare – ammetterà poi al nostro giornale durante la festa
della produzione – Penso che quanto io stia vivendo debba far riflettere
molti: l’Australia è un esempio per ciò che riguarda
le opportunità che vengono date ai giovani di talento. Non parlo solo
del mio caso specifico ma di tutti gli artisti e non che non riescono a
trovare lo spazio che meriterebbero nella nostra amata Teramo’. Al
solito, gira e rigira il punto è sempre lo stesso. Vecchi risentimenti
che non cessano di ardere nel petto del giovane teramano. ‘Mi domando
perché si debba cercare la bellezza altrove quando ce n’è, e pure tanta,
dentro le nostre mura. Per quanto mi riguarda, mi ha dato più l’Australia in una sera che la mia città negli ultimi anni’.
E’ solo la prima serata. Lo spettacolo andrà avanti fino a sabato 29
settembre prossimo. Scrosciano gli applausi. Chissà quanti Enrico
Melozzi, in queste due settimane di cartellone, ne riceverà ancora.

Dedico questo mio articolo a tutti coloro che inseguono all’estero un sogno diverso.

Raul Ricci


(23/09/2012)http://www.altraparola.it/terza-pagina/musica/4582-melozzi-live-dall-australia-ecco-il-mio-pinocchio.html?tmpl=component&print=1&layout=default&page=

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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da ziggy il Mar 02 Ott 2012, 16:31

@Rosa, grazie ok


...ho trovato solo il promo......



...ma in Italia si vedrà mai? illuse
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Re: Sotto il ciuffo del Melozzi

Messaggio Da Ospite il Mar 02 Ott 2012, 19:20

@ziggy ha scritto:
...ho trovato solo il promo......
...ma in Italia si vedrà mai?
......‘Mi domando
perché si debba cercare la bellezza altrove quando ce n’è, e pure tanta,
dentro le nostre mura.'

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