Amy Winehouse

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Amy Winehouse

Messaggio Da Delilah il Ven 02 Dic 2011, 23:08

A me manca molto


Che emozione riascoltare quella voce
ecco il disco postumo di Amy Winehouse


Abbiamo sentito "Lioness: hidden treasures": una raccolta di vecchie cose, demo rifiniti dopo la scomparsa dell'artista, versioni alternative e qualche brano inedito. Rinnovato il miracolo di potenza e sensibilità di una grande interprete
di GINO CASTALDO

Si preme play e parte la sua voce, su una versione reggae di "One day will come" (registrata nel 2002). Si possono versare lacrime, si può rimpiangere, si può soffrire in silenzio, fate voi, ma a riascoltarla ancora una volta, in canzoni mai, o quasi mai, ascoltate prima, non si può fare a meno di urlare contro il cielo, o contro l'assurdo destino che ha privato il mondo di un prodigio del genere. "Lioness: hidden treasures" (in uscita il 6 dicembre) non è esattamente un disco postumo, o meglio non è il disco che Amy Winhouse avrebbe pubblicato se non fosse stata stroncata nel bel mezzo della sua giovanissima vita 1. È una raccolta di vecchie cose, demo rifiniti in questi mesi, versioni alternative e infine un paio di cose effettivamente inedite, soprattutto "Between the cheats", un pezzo che aveva scritto e registrato nel 2008 e che, questo sì, sarebbe molto verosimilmente entrato in un ipotetico nuovo disco, se avesse avuto il tempo di farlo. Così come "Like smoke", inciso sempre nel 2008 col suo buon amico, l'amato rapper Nas, per un duetto scintillante tra soul e rap.

L'album, voluto dagli eredi e curato da Salaam Remi e Mark Ronson, ovvero i suoi più fidati collaboratori musicali, è una raccolta disomogenea e variegata. Si potrebbe anche criticare i margini speculativi di un'operazione di questo tipo, ma ascoltandolo non c'è posto per sospetti e polemiche. Ogni riserva sparisce di fronte alla sua voce, un miracolo di potenza e sensibilità, un arma carica di proiettili che arrivano immancabilmente al centro esatto del cuore. Ci sarà anche chi ci marcia su un disco così, ma quello che conta è che possiamo ascoltare ancora una volta il miracolo Amy Winehouse.

C'è una versione di "Will you still love me tomorrow", il pezzo scritto da Carole King per le Shirelles nel 1960, che fa accapponare la pelle, c'è una splendida versione alternativa della popolare "Valerie", c'è una vecchia versione (2002) di "Girl from Ipanema", il primo pezzo che una diciottenne Amy fece ascoltare a Salaam Remi quando andò a trovarlo nel suo studio a Miami. C'è ovviamente il duetto con Tony Bennett su "Body and soul" che era già uscito nel disco del cantante americano, e alla fine un'altra chicca, la più recente, una registrazione casalinga del 2009, voce e chitarra (poi post-prodotta da Remi e Ronson) di "A song for you", una canzone di Leon Russell resa famosa dalla interpretazione di Donny Hathaway che, per inciso, era uno degli artisti che la Winehouse amava di più.

Ad ascoltare il disco, pezzo dopo pezzo, si percepisce il buon lavoro (a volte magari eccessivamente invasivo) dei due produttori al fine di rendere omogeneo un prodotto che contiene versioni difformi e di anni diversi, ma alla fine quello che esce fuori è soprattutto la grandezza stellare di una voce che aveva illuminato la scena musicale in uno dei periodi più grigi e ripetitivi della storia della cultura pop, un faro splendente che sembrava dover ancora emozionarci a lungo con il suo stile caldo e lacerante, una di quelle voci che hanno al loro interno, nel timbro e nella modulazione, la qualità più segreta e inimitabile dell'emozione musicale. E la cosa paradossale è che ci riesce anche attraverso un disco che sulla carta poteva risultare un assemblaggio di scarti e curiosità da studio di incisione. Accade quando il capolavoro è la voce in se stessa, quando un canto riesce a svegliare le divinità addormentate della musica e a riportarle sulla terra, anche se solo per il tempo di una canzone.
(02 dicembre 2011)

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/12/02/news/disco_postumo_amy_winehouse-25989341/
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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da Delilah il Ven 02 Dic 2011, 23:21

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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da DarkLullaby il Dom 22 Apr 2012, 12:23

Tra ieri e oggi mi sono riascoltata Frank e Back to black triste mi è venuta una tristezza...... pianto
Il disco postumo non l'ho ancora sentito..tu sì, Deli?
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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da Delilah il Dom 22 Apr 2012, 12:35

@DarkLullaby ha scritto:Tra ieri e oggi mi sono riascoltata Frank e Back to black mi è venuta una tristezza......
Il disco postumo non l'ho ancora sentito..tu sì, Deli?


Sì, l'ho comprato ma ci ho messo un po' di tempo prima di ascoltarlo.

Si sente che non c'è sotto un progetto ma che è solo una raccolta, però ci sono delle belle cose.
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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da DarkLullaby il Dom 22 Apr 2012, 12:47

@Delilah ha scritto:
@DarkLullaby ha scritto:Tra ieri e oggi mi sono riascoltata Frank e Back to black mi è venuta una tristezza......
Il disco postumo non l'ho ancora sentito..tu sì, Deli?


Sì, l'ho comprato ma ci ho messo un po' di tempo prima di ascoltarlo.

Si sente che non c'è sotto un progetto ma che è solo una raccolta, però ci sono delle belle cose.

Mi farò forza fatica grazie ok
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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da Delilah il Lun 23 Apr 2012, 00:52




La rivoglio indietro
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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da Delilah il Lun 30 Apr 2012, 02:47

Pezzo che chiude il Lioness Album

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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da Delilah il Dom 20 Mag 2012, 03:03

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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da DarkLullaby il Dom 20 Mag 2012, 12:34

Deli... quest'ultimo video che hai postato è un estratto del dvd live del 2007? dubbio



Lo voglio snob
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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da Delilah il Dom 20 Mag 2012, 19:00

@DarkLullaby ha scritto:Deli... quest'ultimo video che hai postato è un estratto del dvd live del 2007?



Lo voglio


L'avevano trasmesso sui Rai5 tempo fa ma io ero via e non avevo potuto registrarlo spero che prima o poi lo trasmettano di nuovo. Intanto ho trovato l'intero DVD sul tubo:



la seconda parte l'hanno bloccata ora non riesco a vedere i video, ma sullo stesso canale c'è il seguito.
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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da DarkLullaby il Dom 20 Mag 2012, 23:15

Fantastico, mi segno il canale ok poi appena riesco vado a cercarmi il dvd...grasssie bacio
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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da Delilah il Mar 26 Giu 2012, 02:45

Someone to watch over me (di George Gershwin e il testo di Ira Gershwin)

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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da mafalda il Mar 26 Giu 2012, 08:23

Il papà della Winehouse racconta
"Così Amy uscì dal suo inferno"
Esce il libro di Mitch Winehouse dedicato alla figlia: "Era una donna fortissima, non fu un'overdose a ucciderla. Aveva smesso da anni". L'attrazione per i bad boys, l'alcol, l'amore per la musica. E sull'ex che l'ha portata verso la dipendenza da droghe: "E' in galera, quello è il suo posto"

di GIUSEPPE VIDETTI
http://www.repubblica.it/persone/2012/06/26/news/mitch_winehouse-37951261/?ref=HRERO-1

LONDRA - "È la Billie Holiday dei nostri tempi", ha esclamato Tony Bennett dopo aver inciso con lei Body and soul. "Sono io che le ho trasmesso la passione per la musica - confessa suo padre Mitch - da bambina cantava con me, adorava Sinatra, per poco non svenne quando Bennett la invitò a cantare". Amy Winehouse è morta a ventisette anni, il 23 luglio dell'anno scorso. Overdose, dissero tutti. "Falso, Amy aveva chiuso con l'eroina da tre anni", spiega Mitch Winehouse, che oggi pubblica Amy, mia figlia (Ed. Bompiani-Overlook, 350 pagg, 17,50 euro), il libro nel quale racconta l'inferno in cui sprofondò quando scoprì che sua figlia faceva uso di droghe pesanti.

"L'eroina entrò nella vita di Amy insieme a Blake Fielder-Civil", precisa subito mister Winehouse, che quattro anni fa abbandonò il lavoro di tassista per seguire da vicino sua figlia e ora la Fondazione a lei dedicata. Lo incontriamo nel mezzanino di un club privato di Soho, a Londra. È un uomo robusto, coraggioso, un melomane con delle ambizioni da crooner (il giorno in cui Amy morì, era a New York per un concerto).

Eppure a stento trattiene le lacrime parlando dell'uomo (Blake, il balordo che Amy conobbe nel 2005, sposò nel 2007 e dal quale divorziò due anni dopo, quando lui era in carcere per aggressione) che ritiene responsabile della tossicodipendenza di sua figlia; schiuma di rabbia ricordando le parole che il genero gli disse la prima volta che Amy fu ricoverata: "Non ho nessuna intenzione di andare in riabilitazione, mi piace essere tossicodipendente". Poi sibila tra i denti: "È ancora in galera, quello è il suo posto".

Come mai ha deciso di scrivere un libro e di far sapere alla gente l'inferno che ha dovuto affrontare per cercare di tenere Amy lontana dalla droga?
"Credo sia stato catartico per me scrivere questo libro, inoltre volevo che si sapesse la verità sulla morte di Amy, sulla persona straordinaria che era. Volevo puntualizzare che quando è morta, mia figlia non usava droghe da tre anni; non è stata stroncata da un'overdose, come tutti hanno supposto. Inoltre, dopo la sua scomparsa, abbiamo creato la Amy Winehouse Foundation, un'associazione caritatevole a favore dei bambini disagiati che ha bisogno di denaro per crescere; i proventi della vendita del libro andranno alla fondazione".

Quanto può essere doloroso per un padre rivangare il passato?
"Ho scritto il libro di getto, ho cominciato ad agosto e a dicembre era pronto. Il momento difficile è arrivato dopo la prima stesura, quando ho dovuto rileggere il tutto. È stato come rivivere daccapo l'incubo".

Dal 2007 al 2011 lei ha tenuto un diario delle sue giornate, quasi presagisse che quegli appunti le sarebbero stati utili.
"Lo feci, principalmente, perché c'erano continui problemi con Blake, e io volevo documentare ogni cosa; sono contento di averlo fatto, altrimenti non sarei stato capace di riferire le cose in maniera così dettagliata. Fu un periodo difficile per Amy, per me e per tutti quelli che ci sono stati vicini".

Stando a quel che lei scrive, la famiglia Fielder-Civil era piuttosto strana...
"Strana è un complimento. Persone orribili, disgustose, maligne, violente soprattutto".

Quanta frustrazione ha accumulato negli anni in cui era padre, amico e public relation man della cantante più acclamata del mondo che stava inesorabilmente distruggendo la propria esistenza?
"Non ho neanche avuto il tempo di concentrarmi sui soldi o sulla carriera, la mia unica preoccupazione in quegli anni era Amy. Vede, se fosse morta quattro anni fa, quando era ridotta pelle e ossa, mi sarei rassegnato più facilmente alla perdita. Invece ce l'ha fatta, è sopravvissuta, è riuscita - come tante volte si era proposta - a non fare più uso di droga. Negli anni dell'inferno, c'erano tanti di quei problemi in famiglia - Blake, la salute che andava deteriorandosi, gli impegni posposti o cancellati - che io non avevo più a cuore neanche la sua musica. La frustrazione derivava unicamente dal fatto di vederla distruggersi, consumarsi giorno per giorno. Sono un padre, la musica era l'ultima delle mie priorità".

Amy era così fragile da diventare facile preda di un'ossessione amorosa?
"Tutt'altro, era una donna fortissima; diversamente non sarebbe riuscita a convivere con il suo inferno, e alla fine a venirne fuori. Ognuno ha le sue debolezze, anche Superman, e il punto debole di Amy era Blake. S'insinuò nella sua vita quando la vide più vulnerabile - dopo la morte di sua nonna - e diventò la sua kryptonite. Era una donna forte, determinata e scrupolosa - purtroppo devota al culto di Blake allo stesso modo in cui era devota ai fan e alla famiglia. Il fatto che negli ultimi anni le riuscisse penoso cantare le canzoni di Back to black dimostra che stava prendendo le distanze da quelle situazioni come le aveva prese dalle droghe pesanti. Era arrivata a un punto in cui preferiva cantare uno standard o le canzoni di Frank, il disco d'esordio, piuttosto che You know I'm no good".

Si è mai sentito solo nella battaglia per salvare Amy?
"Anche se il libro può dare questa impressione, perché nelle pagine posso solo parlare di me, in realtà non sono mai stato solo; familiari, amici, e anche sua madre, la mia ex moglie - che non poteva far molto in quanto affetta da sclerosi multipla - si sono prodigati. Inevitabilmente c'erano dei momenti, quando una tragedia esplodeva nel cuore della notte ed io ero il primo ad accorrere, in cui mi sentivo solo".

Le scrive di non aver mai compreso cosa Amy amasse di Blake...
"Mi sono rassegnato, e credo che sia piuttosto comune nella società vedere coppie che non hanno nulla in comune; donne bellissime con uomini bruttissimi, donne intelligenti innamorate di delinquenti... Non ho mai scoperto perché Amy fosse attratta dai bad boys... ci fu anche un flirt con Pete Doherty... so solo che il suo ultimo ragazzo era diverso, si prendeva cura di lei, l'amava in maniera diversa. Era chiaro che si trattava di una dipendenza - lui controllava da vicino il suo consumo di droghe, decideva le dosi, ne amministrava l'assunzione; agli occhi di Amy era diventato un eroe. Era una dipendenza reciproca: lui dipendeva da lei, che pagava i suoi vizi, lei era dipendente da lui, che aveva sempre la dose pronta. Blake la amava a modo suo, da tossico. È provato che il novanta per cento delle donne finiscono nel tunnel della droga per assecondare i loro partner; molte diventano prostitute per pagare le dosi a entrambi. Con Amy, Blake non correva questo rischio, lei era piena di soldi".

Pare incredibile che anche nei mesi in cui era in galera Blake controllasse la vita di Amy, riuscisse a chiamarla a qualsiasi ora del giorno e della notte come se soggiornasse in un resort.
"Questo è un mistero anche per me. Dal carcere Blake muoveva tutti gli spacciatori che rifornivano Amy. Il fatto che la prigione non fosse una fortezza inespugnabile è dimostrato dalle foto di lui che fuma crack dietro le sbarre - e fu proprio lui a venderle ai tabloid. Le autorità lasciano correre, perché la droga rende i prigionieri passivi, meno violenti, più remissivi".

C'è stato mai un momento in cui si è sentito in un vicolo cieco, che ha compreso che la situazione era senza speranza?
"Mai! Quando tutto sembrava precipitare, alla fine del 2008, fu lei stessa a decidere che non avrebbe più assunto sostanze. Purtroppo il vizio del bere sostituì quello delle droghe. I sintomi che mostrava nelle ultime sei settimane di vita sono quelli tipici degli alcolisti in astinenza. Lo scompenso degli elettroliti, che avviene quando da un'assunzione smodata si passa all'astinenza totale, l'ha uccisa. A 27 anni l'ultima cosa su cui rifletti è la mortalità, era spaventata dalle malattie ma come tutti i tossici era convinta di poter resistere alle droghe. Non aveva considerato che bevendo come una spugna correva più rischi di quanti ne corresse con l'eroina".

Nel dicembre 2008 Amy ci diede un taglio: niente più droghe. Forse fu un'ingenuità pensare che l'alcol potesse essere un palliativo.
"Non cominciò subito a bere. Per un periodo rimase pulita, frequentava una palestra, mangiava regolarmente, era determinata a rimettersi in forma. Capii che ne era fuori quando cominciò a comprarsi vestiti alla moda, a prendersi cura del suo aspetto. Non sono così ingenuo, quando mi resi conto di quanto beveva, mi dissi: "Ci risiamo!". Nessuno l'avrebbe mai vista ridotta in quello stato se avesse continuato con l'eroina, ci sono rocker che ne fanno uso da quarant'anni e sono sopravvissuti. Il suo errore fu credere di poter dare un taglio all'alcol come aveva fatto con l'eroina, questo l'ha uccisa".

Di fatto non era più capace di scrivere canzoni, nessuna nuova composizione ha visto la luce in quegli anni, anche il produttore Mark Ronson si stancò di aspettare.
"In realtà lei scriveva testi continuamente, ma il suo notebook è stato rubato, e non sappiamo in che mani sia. Aveva inciso una canzone per Quincy Jones, aveva ripreso a fare qualche concerto e a pensare a un nuovo album. Amy era una ragazza splendida, la sua unica debolezza era Blake. Provi a guardare la storia della musica: Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Dinah Washington, Judy Garland - tutte hanno avuto problemi di uomini e droghe".

Ci sono ancora canzoni nel cassetto o dobbiamo rassegnarci all'assenza di Amy?
"Non lo so con certezza. I produttori Salaam Remi e Mark Ronson hanno certamente qualcosa, anche perché Amy incideva almeno trenta versioni di uno stesso brano; ci sono anche le Bbc Session che non hanno mai visto la luce e alcuni ottimi inediti registrati prima dei vent'anni. Ma l'ultima parola è mia, se il materiale non è buono non vedrà mai la luce.

(26 giugno 2012)
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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da DarkLullaby il Mar 26 Giu 2012, 23:58

cuoricino triste

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Re: Amy Winehouse

Messaggio Da Ospite il Mer 27 Giu 2012, 00:18

Grazie del video Dark

me lo sento a letto stanotte

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Re: Amy Winehouse

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