Chiedi chi erano i BEATLES

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 22:40

Joe ha scritto:

Beatles, a "neverending story" o segno di tempi stagnanti?

Da Il Corriere on line:


"Liam
Gallagher farà un film sugli ultimi anni dei Beatles. La nuova casa di
produzione cinematografica dell\'ex frontman degli Oasis sta
sviluppando un biopic tratto dal libro «The Longest Cocktail Party» di
Richard Di Lello.
Il
libro racconta ascesa e caduta della casa discografica dei Beatles, la
Apple, tra il \'68 e il \'70 quando la band si sciolse.
Quello di
Gallagher è solo l'ultimo progetto di una lunga serie di film dedicati
ai Beatles o anche soltanto alle loro canzoni. L'ultimo celebre esempio
è «Across the universe»".
Pare saperne qualcosa delle saghe alla
"parenti serpenti" il turbolento Liam che, ora, si converte alla
cinematografia come ormai sempre più di moda in questa contemporaneità
artistica sempre più eclettica e contaminata/contaminante. Ma quello
che colpisce è che dopo 40 anni l'ispirazione, musical-cinematografica
e non, guarda ancora al quartetto di Liverpool...
E' chiaro, nella
storia musicale ed in quella in generale, mezzo secolo è un istante, ma
che le più o meno recenti band musicali non riescano a fare a meno di
certe muse "classiche" credo la dica lunga sullo status della
creatività contemporanea. Negli ultimi decenni troppo spesso si sono,
avventatamente, instaurati parallelismi o addirittura paragoni diretti
fra nuovi gruppi e la band pop per antonomasia, i Beatles: ricordare
tutte queste occasioni sarebbe difficile, quanto inutile. Tutti
dissolti nel porto delle nebbie e, al massimo, consegnati al ricordo
giovanilistico dei propri fan.
Certo, il nuovo ha da sempre dovuto
confrontarsi con il passato, è la dialettica indissolubile di moderno e
classico, ma credo sia comunque avvertibile ed evidente una certa
stagnazione costante - per certi tratti involutiva e stancamente
replicativa - dagli anni '80 in poi.
Salvo rare, anche di rilievo,
eccezioni, il mainstream musicale risulta talmente appiattito che i/le
nuovi/e divi/e sulla scena nella migliore delle ipotesi risultano
replicanti più o meno tecnicamente talentuosi.
I corsi e ricorsi
storici appartengono anche all'arte, quella musicale inclusa, ma la
reinvenzione creativa, attraverso una rielaborazione artistica
personale e soprattutto attualizzata, è cosa ben diversa dallo
scimmiottamento a metà fra l'omaggio deferente ai classici ed il plagio
più subdolo da ispirazione latitante.
"Un libro originale non è quello che non imita nessuno, bensì quello che nessuno può imitare" (Chateaubriand)
Basta traslare in contesto musicale...

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da duful il Sab 15 Mag 2010, 22:42

son contenta che abbiate portato anche qui il topic sui Beatles


tante informazioni che postate ammetto che mi mancavano, quindi mi fa estremo piacere venirne a conoscenza. siete grandi!
vi adoro
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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 22:44

Manca ancora qualcosa .. gli interventi di effeci e joe ..
preferirei fossero loro a postarli personalmente ..
quel che ho postato io sono "comunicazioni di servizio" .. poi ci sono i video che magari domani li recuperiamo ...

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 22:45

Joe ha scritto:
Pancaspe ha scritto:Difenderlo dalla mia ignoranza? Fate pure, mi metto comoda

mi propongo instruttore ! sisi

Grazie, le altre mi fanno paura

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da EffeCi il Sab 15 Mag 2010, 22:55

@EffeCi ha scritto:I Beatles sono un pezzo della mia vita, il pezzo migliore. Dai 14 anni in poi, ho passato infinite ore ad ascoltarli. Hanno scandito tutta la mia adolescenza e anche gli anni successivi. Li ho scoperti grazie ad una amica che frequentavo al mare. Quando ho cominciato a sentire le cassettine delle due raccolte, la blu e la rossa, i Beatles si erano già separati da alcuni anni. Non esistevano già più. Io, fino alla morte di John, un po' ci ho sperato in una piccola riunione, anche se per un solo disco. Poi, quella notte dell'8 dicembre 1980, è tutto finito, per sempre.
Come si fa a riassumere l'essenza di un amore simile? E' quel tipo di amore che solo la musica può infonderti e che è ingigantito dalle emozioni che si provano in certi periodi della vita.
Credo che nei Beatles sia riassunto tutto quanto di più eccelso ci possa essere in un musicista dell'era moderna. Parlare di genio è anche scontato. Ogni loro canzone, anche la più semplice, ha un qualcosa di peculiare. Si distingue. Resta impressa. La grandezza della semplicità è il dono che questo gruppo ci ha lasciato. Sono solo tredici albums, pubblicati in sette anni. Ma sono la storia della musica.
Non riesco ad esprimere, a raccontare, a spiegare. Ogni volta che ascolto un brano dei Beatles, la mia mente vaga in un mare di ricordi e di emozioni e mi è impossibile non mettermi a cantare con loro, a ballare e a sorridere. E' una gioia averli nel cuore, è un privilegio essere nata nel loro stesso secolo.
Ho letto tantissimo su di loro. Ero assetata di conoscere e di capire tutto ciò che li riguardava. Grazie ai Beatles, ho amato ancora di più la lingua inglese: ho imparato dai loro testi e ho letto le biografie tutte in originale, perché le frasi di John non si possono tradurre. John è sempre stato il mio preferito. Amo il suo cinismo e la sua crudezza, la sua irriverenza e le sue fragilità. L'ho sempre considerato un grandissimo, il più grande di tutti. Adoro la sua voce, che sa essere al tempo stesso dolce e stridente, che sa toccare le corde della follia e della disperazione ed è al tempo stesso perfetta e originale.
Amo John, ma anche Paul, ovviamente, perché Paul è la musica. Rock e melodia, raffinatezza e goliardia. Quando uno compone pezzi come "Eleanor Rigby", "The fool on the hill", "For no one" e poi scrive "Why don't we do it in the road" e "Helter skelter", è un genio sublime. Gran voce, anche Paul. Negli anni, non ha mai perso un oncia della sua perfezione sul palco. Canta ancora come un ragazzino.
Poi George, il più sottovalutato dei tre, ingiustamente. Schiacciato dalle personalità immense di John e Paul, si è fatto largo con caparbietà e ha regalato al mondo perle come "Something" e "While my guitar gently weeps". In quest'ultima, la chitarra che piange è suonata da Eric Clapton...
Ringo è... beh, senza di lui i Beatles non avrebbero avuto l'immagine accattivante e stralunata che li ha contraddistinti. Essenziale. L'assolo di batteria nella suite del lato B di Abbey Road è meraviglioso, a mio parere.
I dischi dei Beatles li possiedo in formato vinile e cd. Ne ho parecchi, anche versioni alternative. Purtroppo non esistono supporti decenti dei loro concerti dal vivo, perché la tecnologia dell'epoca non era all'altezza del frastuono prodotto dalle fans urlanti. Non si sentiva nulla. Ci restano succulente jam sessions in studio e il live sul tetto della Apple immortalato nel film "Let it be". I Beatles erano una grande band: un loro concerto fatto oggi sarebbe un'esperienza incommensurabile. Tutti i nostri discorsi su tizio, caio e sempronio finirebbero miseramente. Non esiste proprio materialmente una pietra di paragone.
I miei dischi preferiti sono: il White Album, Abbey Road e Revolver. Tutti dicono che il capolavoro sia Sgt. Pepper's e forse lo è. E' il primo concept album della storia, etc... Però è più patinato rispetto a questi altri tre, che sono pieni di spunti e di magie e hanno più anima, a parere mio. Va beh, sto a disquisire della creme della creme. Si fa per parlare.



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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:01

oggi pomeriggio ho letto del periodo di 'litigio' tra Paul e John,e ho letto qualcosa dell'album Ram e della canzone How do you sleep di Lennon...era abbastanza pesante:

« E così Sgt. Pepper ti ha colto di
sorpresa - riferimento all'intervista
era meglio chiedere consiglio a tua madre - come Paul fece nella
canzone Let It Be, in
cui chiedeva consiglio alla morta madre Mary

quegli sconvolti avevano ragione a dire che eri morto - vedi la
leggenda metropolitana di Paul is dead

il solo errore che hai fatto era nella tua testa - riferimento ai
versi della canzone "Too Many People" sull'album "Ram" di McCartney

come dormi? come dormi la notte?
Vivi con sempliciotti borghesi che ti dicono che sei il re - la corte
di persone adoranti di cui amava circondarsi Paul

ma corri quando mamma ti dice qualcosa - polemico il riferimento a Linda McCartney
la sola cosa che hai fatto è
stata "yesterday" - la canzone dei Beatles, doppio senso in quanto
yesterday significa "ieri"

e da allora è stato solo "Another day" - il primo singolo da solista
di McCartney. "Another day" significa "un altro giorno"

Come dormi? Come dormi la notte?
Una faccia carina può durare un anno o due - il bel volto di
McCartney

ma presto si accorgeranno di cosa sei capace
il tuo suono è musica banale per le mie orecchie - "muzak" è la
musica di sottofondo in supermercati, ascensori, ecc.

eppure avresti dovuto imparare qualcosa in tutti questi anni

Come dormi? Come dormi la notte? »
però questa mi ha fatto troppo ridere

John Lennon disprezzava talmente l'album Ram
di McCartney, ritenendolo troppo commerciale e poco ispirato per quel
che concerneva i testi, che arrivò anche a prenderne in giro la
copertina, la quale mostrava Paul che afferrava per le corna un montone
("ram" in inglese): si fece fare una foto identica mentre teneva un maiale per le orecchie, inserendola come
cartolina nel suo album Imagine del 1971



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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da EffeCi il Sab 15 Mag 2010, 23:03

@EffeCi ha scritto:Beh, John ha fondato il gruppo, al quale ha dato il nome ed è lui che ha scelto Paul. Era quello con il cervello più in movimento, l'artista a trecentosessantagradi e anche il più estroso e geniale. Quello che sapeva stendere il suo interlocutore con una frase e che ha sempre trascinato gli altri in avanti, in ogni avventura e sperimentazione. John controbilanciava le tendenze melodiche di Paul: finché c'è stato John, Paul non ha scritto solo ballate. Diciamo che la differenza si è vista dopo, con i Wings. Penso che il Paul dei Beatles traesse molta ispirazione dagli stimoli reciproci e dal pungolo di sfidarsi con John. I testi di John erano più interessanti, più innovativi, risentivano della sua capacità di giocare e creare suoni e immagini con le parole, anche inventando neologismi.
John ha scritto i pezzi più estremi e ha composto meravigliose canzoni: A day in the life e Strawberry fields forever sono solo un esempio della purezza visionaria (anche Paul usava l'acido in quel periodo, comunque) che lui ha saputo rendere in musica e parole. Ma sapeva scrivere anche ballate dolcissime e grandi melodie. John ha rotto gli schemi, sia dal punto di vista artistico, sia da quello umano. John era un punto di riferimento, non solo per i Beatles, ma anche per la sua epoca. Se devi citare gli uomini che hanno lasciato il segno nella storia del costume e della società, oltre che della musica, non citi Paul, ma John. John puoi metterlo vicino a personaggi di altro spessore, perché non era solo un musicista. Paul è un grande, ma non è mai uscito allo scoperto, non ha mai mostrato la sua anima, cosa che John, perdendoci anche la vita, ha sempre fatto. Chapman, il maledetto pazzo che lo ha ucciso, voleva essere John Lennon.

Ringo è un bravo batterista e sicuramente le sue doti umane sono state importanti nel gruppo. Ma le biografie che lo citano come "anima" dei Beatles sono quelle che si limitano ad un luogo comune, secondo me e sono le più superficiali. L'anima di una band complessa e straordinaria come i Beatles necessitava doti ben più profonde. Senza Ringo ci sarebbero comunque stati John e Paul e tanto bastava, a mio parere. Senza considerare l'importanza di George, che per me è stata notevole.



@EffeCi ha scritto:Oh, beh, perché quando John si è innamorato di Yoko, non gli è più interessato nulla dei Beatles e di Paul.
Già da prima c'era stanchezza nel gruppo. Ci sono state crisi, la meditazione in India, l'insofferenza di George che non si sentiva considerato da Paul e che mollò tutti durante le registrazioni di Let it be.
John ha sempre avuto fragilità ed irrequietudini, derivate dalla sua infanzia complicata e dalla sua sensibilità. Si annoiava facilmente, aveva bisogno di essere affascinato da qualcosa di nuovo, che lo esaltasse. Aveva molto amore per l'arte e adorava l'avanguardia, le cose un po' folli come lui.
Per molti anni la sua vita sono stati i Beatles e Paul era una specie di alter ego. I due avevano un rapporto intenso, molto stimolante, si sfidavano e si confrontavano. Era un livello molto alto di collaborazione, che però ad un certo punto si è interrotto, perché sulla scena sono arrivati nuovi stimoli ad attirare l'attenzione di entrambi. John ha conosciuto questa donna molto carismatica, che intellettualmente lo appagava più di tutto il resto. Che gli ha fatto scoprire altri lati di se stesso, che gli ha proposto nuove sfide e, nonostante i tentativi di Paul, John si è allontanato dai Beatles per amore e per fascinazione nei confronti di Yoko. Paul allora ha tirato un po' avanti da solo, ha cominciato a trovare il proprio conforto nelle rassicuranti e materne braccia di Linda e le strade dei due più grandi geni della storia musicale moderna si sono separate.
Sì, è vero che Yoko è stata per John una sostituta di Julia. John ha cercato e invocato sua madre per tutta la vita. C'è un album solista, quello con il quale John ha esordito dopo la fine dei Beatles, nel quale ogni canzone è un grido disperato, un canto di dolore e una liberazione dai fantasmi del passato. Lui e Yoko avevano fatto terapia e da questa esperienza è nato "John Lennon & Plastic Ono Band", che per me è toccante e straordinario per crudezza e verità. Lancinante, a tratti, questo disco mette a nudo la parte più intima del John bambino e le tragiche disillusioni che hanno segnato la sua vita.
Io ho sempre apprezzato Yoko Ono. Per me lei è una gran donna.

Per me John Lennon era un grande uomo.








GOD

God is a concept by which
we measure our pain
I'll say it again
God is a concept by which
we measure our pain
I don't believe in magic
I don't believe in I-ching
I don't believe in Bible
I don't believe in Tarot
I don't believe in Hitler
I don't believe in Jesus
I don't believe in Kennedy
I don't believe in Buddha
I don't believe in Mantra
I don't believe in Gita
I don't believe in Yoga
I don't believe in Kings
I don't believe in Elvis
I don't believe in Zimmerman
I don't believe in Beatles
I just believe in me...and that's reality

The dream is over
What can I say?
the dream is Over
Yesterday
I was the dreamweaver
But now I'm reborn
I was the Walrus
But now I'm John
and so dear friends
you'll just have to carry on
The dream is over



Riassumendo con una delle frasi di John, potrei dire: "Genius is pain" (JOHN LENNON)
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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da EffeCi il Sab 15 Mag 2010, 23:07

@EffeCi ha scritto:Questa è esattamente l'edizione che possiedo della biografia dei Beatles scritta da Hunter Davies. Il libro è stato ripubblicato una miriade di volte. La mia edizione è quella del 1978, con questa copertina.
E' il primo libro che ho letto in inglese in vita mia ed è il primo libro sui Beatles che ho comprato (prima avevo solo un libro con i testi delle loro canzoni e relative traduzioni). Mi ricordo quanto mi ha fatto divertire e quanto me lo sono letteralmente divorato. E' un inizio fantastico per entrare nel mondo della loro infanzia ed adolescenza e poi per capire come si sono mossi successivamente, quando è arrivato il successo.
Comprai questo libro da Feltrinelli International, avevo quattordici anni. E' un ricordo carissimo, perché lo comprai insieme a mio padre, che non c'è più da tanti anni, con il quale condividevo molte passioni ed interessi, fra cui la musica. Non dimenticherò mai quel giorno e la gioia che ho provato ad avere fra le mani una cosa che mi parlasse in modo così affascinante del gruppo che mi stava accendendo il cuore.




@EffeCi ha scritto:Antigone, che bello, sono felice che tu abbia comprato proprio quel libro! Grazie per quello che hai scritto.
Sì, spulciando su internet, ho visto che la foto attuale è bella . L'immagine della copertina dell'edizione che possiedo io l'ho trovata setacciando ebay.... roba d'annata.... Ai tempi, amavo così tanto quel libro, che l'avevo ricoperto con la plastica trasparente per non rovinarlo. Infatti mi si è conservato proprio bene.
Sui Beatles esistono tantissime pubblicazioni e non conosco la bibliografia attualmente disponibile. Ho fatto incetta negli anni passati e poi mi sono imposta un freno. Ci sono i volumi enciclopedici, che riportano tutti i particolari maniacali sulle registrazioni e su ogni cosa che ha a che fare con la storia dei Beatles e la loro vita quotidiana. Per i fans ci sono veramente libri culto.

Le altre due biografie che ho letto, subito dopo quella di Hunter Davies, sono queste:





Anche qui ho cercato le immagini delle copertine delle edizioni in mio possesso, che sono, rispettivamente quella del 1982 e del 1983. Ma questi libri sono classici che si trovano anche oggi, con la veste grafica aggiornata. "Shout" c'è anche in italiano. Ma io sono una purista e non leggerei mai nulla sui Beatles che non sia rigorosamente scritto in inglese. Le interviste, le frasi, le citazioni, i riferimenti, li voglio nelle esatte parole in cui sono stati detti. Niente filtri, niente traduzioni e travisamenti. I giochi di parole e il gergo di Liverpool non me li posso certo fare tradurre. Tutto perderebbe il suo significato originale e qui di significati ce ne sono.
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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:07

anny_skod ha scritto:
John Lennon disprezzava talmente l'album Ram
di McCartney, ritenendolo troppo commerciale e poco ispirato per quel
che concerneva i testi, che arrivò anche a prenderne in giro la
copertina, la quale mostrava Paul che afferrava per le corna un montone
("ram" in inglese): si fece fare una foto identica mentre teneva un maiale per le orecchie, inserendola come
cartolina nel suo album Imagine del 1971



Riesci a trovarla?

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da EffeCi il Sab 15 Mag 2010, 23:08

@EffeCi ha scritto:Io ho anche questo, edizione 1984:




JOHN, JOHN, JOHN, JOHN..... JOHN

Ne ho veramente tanti altri, una collezione. Ma i miei preferiti sono quelli che ho citato.
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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:14

da altro 3D sempre sui Beatles che poi fu abbandonato

ubik ha scritto:tre cover curiose dei beatles

http://www.youtube.com/watch?v=jHRb35H4kLc

http://www.youtube.com/watch?v=LVFsJKaBFDA

http://www.youtube.com/watch?v=oJmYZ7W28lo

una di mio gusto:

http://www.youtube.com/watch?v=NhIAEHC-XIo

e un'ultima veramente teribbileeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee:

http://www.youtube.com/watch?v=fsgj4xcxXyA&feature=fvw


Brillianttrees ha scritto:Strawberry Fields Forever - Candy Flip

Revolution - Stone Temple Pilots

I am the Walrus - Oasis

The Long and Winding Road - George Michael

Help - U2

Magical Mistery Tour - Cheap Trick

Eleanor Rigby - Ray Charles

In my life - Ozzy Osbourne

Dear Prudence - Siouxsie & the Banshees

Cantastorie ha scritto:Approfondimento - Ondarock

Cronologia/Discografia ... da controllare...

Spoiler:
I
Beatles sono la più famosa rock band di tutti i tempi. La portata della
loro vicenda travalica i confini strettamente musicali, condizionando
mode, costumi e comportamenti non solo degli anni '60: la loro
influenza si estende anche nei decenni a seguire, se si considera che a
tutt'oggi la loro esperienza costituisce un modello imprescindibile e
insuperato per intere generazioni di musicisti. Nell'arco di una
carriera discografica relativamente breve (7 anni, dal 1963 al 1970), i
quattro Fab Four incidono moltissimo materiale, grazie alla creatività
debordante della coppia di autori Lennon-McCartney, autori, tra
l'altro, anche di uno dei primi singoli dei loro futuri rivali Rolling
Stones ("I Wanna Be Your Man"). Partendo da una forma primordiale di
rock’n’roll ispirato al blues e al rhythm&blues, The Beatles
plasmano l'evoluzione stessa del rock, sviluppando uno stile eclettico
e viscerale, e portandolo, per la prima volta, a livello di fenomeno di
massa.

Nella Liverpool di metà anni '50 il chitarrista teenager
John Winston Lennon (1940, Liverpool, Gran Bretagna - 1980, New York
City, Stati Uniti) forma nel liceo locale i Quarry Men, il suo primo
gruppetto di rock&roll. Intorno alla metà del 1957 si aggiunge un
altro chitarrista, James "Paul" McCartney (1942, Liverpool, Gran
Bretagna) e, poco dopo, arriva anche George Harrison (1943, Liverpool,
Gran Bretagna), un terzo chitarrista amico di McCartney. Il gruppo
arriva ad essere anche un quintetto, ma alla fine dei '60 la formazione
si riduce nuovamente al trio Lennon, McCartney e Harrison (nel 1959
partecipano a una trasmissione televisiva con il nome Johnny & The
Moondogs).

Con gli ingressi del bassista Stuart Sutcliffe (nome
d'arte di Stuart Fergusson Victor Sutcliffe, 1940, Edimburgo, Scozia -
1962, Amburgo, Germania), compagno di college di Lennon, e del
batterista Pete Best (1941, Madras, India) nell'estate 1960 il gruppo
(ora ridenominato Silver Beatles) trova un ingaggio di alcuni mesi in
Germania, nei club del quartiere a luci rosse di Amburgo. L'esperienza
si rivela massacrante (concerti estenuanti e condizioni di vita
misere), ma contribuisce ad affinare l'affiatamento del gruppo. Potendo
contare sul supporto vocale di tutti e tre i chitarristi e su un
repertorio composto da brani di Buddy Holly, Ray Charles, Fats Domino e
vari standard ballabili dell'epoca, i Beatles (questo il nome
definitivo) si fanno apprezzare in energiche performance amburghesi.

Tornati
a Liverpool nel 1961, si costruiscono un consistente seguito locale
grazie a una serie di esibizioni nel Merseyside (in quel periodo
rigoglioso di gruppi beat), in particolare presso il Cavern Club. Dopo
l'abbandono di Sutcliffe per motivi di studio nel 1961 (l'anno dopo, il
10 aprile morirà improvvisamente per una emorragia cerebrale) McCartney
passa al basso e il gruppo torna ad Amburgo, dove diventa la backing
band fissa di Tony Sheridan, un cantante di punta della scena beat, con
il quale incide "My Bonnie" (lato B: "The Saints"), un 45 giri a nome
Tony Sheridan and the Beat Boys che riscuote un modesto successo solo
nelle classifiche locali tedesche.

Verso la fine del 1961 la
grande popolarità raggiunta dai Beatles nell'area di Liverpool spinge
il gestore di un negozio di dischi Brian Epstein (1934, Liverpool, Gran
Bretagna - 1967, Londra, Gran Bretagna) a diventarne il manager e
procurare loro un infruttuoso provino per l'etichetta discografica
Decca. La perseveranza di Epstein permette di ottenere un'ulteriore
audizione alla Parlophone, dove il produttore e arrangiatore George
Martin (1926, Londra, Gran Bretagna) decide di metterli sotto
contratto, suggerendo un cambio di batterista. Scaricato Pete Best e
arruolato Ringo Starr (nome d'arte di Richard Starkey, 1940, Liverpool,
Gran Bretagna), proveniente da un'altra popolare band del Merseybeat di
nome Rory Storme And The Hurricanes, l'11 settembre 1962 The Beatles
pubblicano il loro primo 45 giri "Love Me Do" (lato B: "P.S. I Love
You"). Entrambi i brani sono a firma Lennon-McCartney e inaugurano
quella partnership prolifica e ispirata che darà alla luce la maggior
parte delle composizioni del gruppo.

Nonostante il successo
locale del singolo, è solo con il successivo "Please Please Me" che i
Beatles schizzano in testa alla hit parade inglese agli inizi del 1963:
il brano li impone come i nuovi fenomeni della musica giovanile, grazie
alla melodia orecchiabile, alle chitarre incisive e alle armonie vocali
accattivanti. Anche il successivo "From Me To You" ha le stesse
caratteristiche, bissando il successo di classifica e spianando la
strada al primo album Please Please Me (pubblicato il 22 marzo 1963),
registrato l'11 febbraio 1963 in una sessione di appena 10 ore e
destinato a rimanere al primo posto della chart inglese per ben 30
settimane.

Sia i successivi singoli "She Loves You" e "I Want To
Hold Your Hand", sia il secondo Lp With The Beatles (pubblicato il 22
novembre 1963) contribuiscono, già in quell'anno, a imporre i Beatles
come il più importante gruppo di rock&roll mai apparso nel Regno
Unito e a gettare le prime basi della cosiddetta "Beatlemania", in
virtù dei veri e propri fenomeni di isteria collettiva che divampano a
ogni apparizione del quartetto e alla pubblicazione di ogni loro nuovo
disco. Alla base di tale successo c'è la capacità del gruppo di
riappropriarsi in modo assolutamente originale dei migliori elementi
del pop e del rock, sia attraverso la rivisitazione del genuino rock
and roll di Elvis Presley, Buddy Holly, Chuck Berry, Little Richard,
sia con la forza dirompente delle canzoni a firma Lennon-McCartney.

Inizialmente
l'etichetta Capitol si rifiuta di distribuire i dischi dei Beatles
negli Stati Uniti, ma il tentativo effettuato con la pubblicazione del
singolo "I Want To Hold Your Hand" (subito schizzato in testa alle hit
parade) e l'apparizione televisiva del quartetto all'Ed Sullivan Show
avvenuta il 9 e 16 febbraio 1964 si rivelano un successo clamoroso,
lanciando irresistibilmente la Beatlemania e il fenomeno della
cosiddetta British Invasion anche negli Stati Uniti, con effetti
perfino più esaltanti di quelli registrati in patria. Nella classifica
di Billboard del 31 marzo 1964 sono presenti 4 brani dei Beatles nei
primi 5 posti e ben altri 7 nella Top 100. Tra il 1964 e il 1965 i
Beatles sono impegnati in estenuanti tournée che raccolgono
entusiastiche folle di spettatori (nella maggior parte dei concerti le
urla del pubblico sono talmente assordanti da coprire totalmente il
suono degli strumenti proveniente dagli amplificatori), registrano
singoli di strepitoso successo e realizzano addirittura un paio di
opere cinematografiche come protagonisti ("A Hard Day's Night" e
"Help!", entrambe dirette da Richard Lester).

La loro popolarità
è ormai enorme e le pellicole fungono da straordinari veicoli
promozionali per gli omonimi album A Hard Day's Night (10 luglio 1964)
e Help! (6 agosto 1965), nonché dei nuovi hit "And I Love Her", "A Hard
Day's Night", "Can't Buy Me Love", "Things We Said Today", "Help!",
"Ticket To Ride" e la stupenda "Yesterday". Sono film che rappresentano
una sorta di spaccato giovanile dell'epoca e le colonne sonore
impongono definitivamente Lennon-McCartney come autori (in quel periodo
raramente le composizioni sono elaborate a 4 mani: per contratto e per
reciproca intesa, le canzoni composte singolarmente dai due artisti
vengono in seguito firmate dal duo).

Tra un impegno e l'altro,
il gruppo trova anche il tempo di assemblare Beatles For Sale (4
dicembre 1964), album ritenuto meno brillante dei precedenti, ma
comunque un successo (e un ritorno alla formula dei primi 2 album: 8
brani originali e 6 cover).

Il 1965 è un anno cruciale: se da un
lato il film "Help!" denota una leggerezza al limite della stupidità,
dall'altro canzoni come "Yesterday", la stessa "Help!", "Ticket To
Ride" e il singolo "I Feel Fine" (lato B: "She's A Woman") denotano la
volontà del gruppo di far evolvere il proprio sound verso territori
musicalmente più complessi e con testi di maggior spessore. Esaltanti
concerti in tutto il mondo (Italia compresa, come dimostra, per
esempio, l'esibizione del 27 giugno 1965 al Teatro Adriano di Roma)
accompagnano il trionfo dei "Fab Four" (il 15 agosto 1965 suonano allo
Shea Stadium di New York davanti a 55.600 fan scatenati: per l'epoca,
una folla da record). Nel giugno dello stesso anno vengono perfino
ricevuti a Buckingham Palace e insigniti dalla regina Elisabetta
dell'Mbe (Member of the Order of the British Empire), l'alta
onorificenza britannica che vale loro il prestigioso titolo di
baronetti. Come ogni vicenda legata ai Beatles, l'episodio, amplificato
a dismisura dai media, suscita scalpore, scatenando polemiche e
discussioni (alcuni anziani membri dell'Mbe restituiscono le loro
medaglie in segno di protesta).

Una volta battuti tutti i record
commerciali e di popolarità, i Beatles decidono di continuare la
propria sfida sul piano prettamente artistico: le nuove direzioni
musicali e poetiche sono evidenti già alla fine del 1965 quando escono
in contemporanea l'album Rubber Soul (3 dicembre 1965), considerato uno
dei dischi più importanti della musica rock, e il singolo "Day Tripper"
(lato B: "We Can Work It Out"), due brani non inclusi nell'Lp. L'album
è il primo concepito come tale (e non come raccolta di singoli di
successo), le canzoni si arricchiscono di testi più introspettivi
("Nowhere Man") e talora più incisivi ("Drive My Car"), la musica si
apre a nuove influenze (l'uso del sitar in "Norwegian Wood") e il
quartetto inizia a utilizzare le nuove tecnologie di incisione
multitraccia, sperimentando sonorità inedite e intrecci chitarristici
inusuali.

Il percorso evolutivo continua con il successivo 45
giri "Paperback Writer" (lato B: "Rain") dell'aprile 1966, con cui i
Beatles abbandonano i temi romantici a favore di parole e suoni tratti
dall'immaginario psichedelico. Con la musica, cambia anche il loro
aspetto: le divise e l'ordinata pettinatura "a caschetto" degli esordi
spariscono lasciando spazio a barbe incolte e lunghe chiome, vestiti
sgargianti e atteggiamenti eccentrici, che in breve attirano le
critiche dei benpensanti. In questo periodo le sostanze psichedeliche
alimentano la già fertile immaginazione del gruppo che ora può contare
anche sull'apporto compositivo di George Harrison.

Revolver (5
agosto 1966) è un album vario e articolato che fa registrare i nuovi
traguardi raggiunti in studio: "Tomorrow Never Knows" regala sonorità
rivoluzionarie (ottenute ascoltando nastri riprodotti al contrario),
"Eleanor Rigby" è eseguita con un quartetto d'archi, "Got To Get You
Into My Life" gioca sapientemente con il rhythm’n’blues, "Love To You"
rispecchia le passioni orientaleggianti di Harrison, "I'm Only
Sleeping" le inquietudini di Lennon e "Here, There And Everywhere" la
miglior vena melodica di McCartney. Anche Ringo Starr ha il suo momento
di gloria alla voce solista (ma non è la prima volta) con la
filastrocca per bambini "Yellow Submarine", appositamente confezionata
per lui da Lennon-McCartney.

Nell'estate del 1966, una frase
pronunciata da John Lennon durante una conferenza stampa ("Siamo più
famosi di Gesù Cristo") suscita un vespaio di polemiche specialmente
negli Stati Uniti dove, in risposta all'avventata affermazione, si
organizzano manifestazioni anti-Beatles (con tanto di rogo dei loro
dischi) in concomitanza con la movimentata tournée della formazione. La
frenetica attività live si chiude definitivamente al Candlestick Park
di San Francisco (29 agosto 1966) dove i Beatles, ormai non più
disposti a suonare in assordanti arene gremite di fan impazziti, si
esibiscono per l'ultima volta davanti a un pubblico pagante. La scelta
è quella di dedicarsi con maggior impegno e concentrazione al lavoro in
studio, anche se per i restanti mesi del 1966 i quattro musicisti si
prendono una pausa (la prima in quasi 7 anni), durante la quale ognuno
si dedica a progetti personali e alla scrittura di nuovo materiale.
L'apparizione del singolo "Penny Lane" (lato B: "Strawberry Fields
Forever") nel febbraio 1967 mostra l'ingresso in grande stile nei
territori del rock psichedelico attraverso l'impiego di sofisticati
arrangiamenti orchestrali e del mellotron: i testi si arricchiscono di
riferimenti reali e citazioni nonsense, ma le melodie mantengono il
loro innato appeal presso il grande pubblico, ben disposto ad
accogliere con immutato entusiasmo la nuova svolta dei propri beniamini.

È
comunque con l'uscita dell'epocale Sgt. Pepper's Lonely Heart's Club
Band (1 giugno 1967) che i Beatles sigillano "l'estate dell'amore" con
l'opera definitiva dell'era psichedelica. Il disco è destinato a
diventare un simbolo: dalla coloratissima copertina alla musica, dai
testi visionari agli ambigui riferimenti (più o meno volontari) alla
nuova cultura giovanile (in molti leggono un invito all'Lsd nelle
iniziali di "Lucy In The Sky With Diamonds" e le presunte allusioni
alla droga vengono rinforzate dall'ambiguità di un'espressione come
"Fixing A Hole"). Sgt. Pepper's Lonely Heart's Club Band è un concept
album che si snoda senza soluzione di continuità dalla bizzarra fiction
della "Banda dei cuori solitari" (e di "Being For Benefit Of Mr. Kite")
all'incredibile crescendo orchestrale che chiude la magnifica "A Day In
The Life". Indimenticabile ogni episodio di questo LP, in cui convivono
tentazioni indiane ("Within You Without You"), durezze chitarristiche
(la title track che si stempera nella solare "With A Little Help From
My Friends" cantata da Ringo Starr), melodie malinconiche ("She's
Leaving Home") e ardite architetture pop ("Lovely Rita", "Good
Morning"), condite con soluzioni elettroniche d'avanguardia. Quello che
la critica dell'epoca definisce un patchwork, la cui unitarietà viene
restituita concettualmente solo da un impiego brillante delle
sovraincisioni e dai testi fiabeschi, rimane tutt'oggi un magnifico,
caleidoscopico manifesto di rock psichedelico, il più grande trionfo
della musica pop e il passo definitivo di questa verso la conquista
dello stato di arte a tutti gli effetti.

Forse anche per
sfuggire al clamore suscitato dalla pubblicazione di tale disco, i
Beatles si recano in India presso il guru Maharishi Mahesh Yogi
(divenuto per una breve stagione il loro "padre spirituale"), con il
quale praticano meditazione e si dedicano a una tranquilla vita in
armonia. A Londra, il 27 agosto 1967 muore (per overdose di
tranquillanti) il manager Brian Epstein, figura fondamentale per
l'equilibrio interno del gruppo, nonché amico intimo dei quattro e
co-artefice delle scelte strategiche responsabili del successo mondiale
della band.

Da questo momento in poi, la stabilità del gruppo
diventa sempre più precaria: il film-Tv "Magical Mystery Tour" (una
sorta di lungo videoclip prodotto e girato da loro stessi) viene
aspramente affossato dalla critica quando appare (il 26 dicembre 1967)
sugli schermi della Bbc. Sul mercato americano viene anche pubblicato,
il 27 novembre 1967, l'omonimo album-colonna sonora contenente, tra gli
altri, il singolo "Hello, Goodbye" (lato B: "I Am The Walrus") e la
struggente ballata "Fool On The Hill". Quando appaiono in mondovisione
(nel programma Our World) per eseguire in prima assoluta il loro inno
hippie "All You Need Is Love" sono i verosimili portavoce di una
generazione: con il 1968 alle porte, il gruppo sembra perdere la
propria proverbiale granitica coesione.
Il monumentale doppio album
The Beatles (22 novembre 1968, noto anche come The White Album ) non fa
che rafforzare ulteriormente questa sensazione: Lennon appare come il
rocker più sarcastico, McCartney l'anima più romantica, Harrison il
mistico menestrello e Starr la macchietta naïf. Il bianco dell'austera
copertina del disco fa da contraltare non solo al multiforme cromatismo
del suo predecessore, ma anche alla gran varietà di idee e
all'eclettismo di stili che emergono dalle 30 canzoni dell'album. Il
disco segna anche il ritorno verso un rock chitarristico, ora
visceralmente elettrico ("Helter Skelter", "Back In The U.S.S.R."), ora
più acustico e bucolico ("Piggies", "Julia", la splendida "Blackbird"),
ma sono anche riconoscibili profonde venature di blues ("Yer Blues") e
di folk ("Rocky Raccoon"), piccoli adorabili quadretti fuori dal tempo
("Good Night", "Mother Nature' Son"), innocue filastrocche nonsense
("Ob-La-Di, Ob-La-Da") e, come sempre, la straordinaria capacità di
partorire canzoni memorabili del calibro di "While My Guitar Gently
Weeps" (il capolavoro di Harrison), "I'm So Tired", "Happiness Is A
Warm Gun" e "Dear Prudence" (reinterpretata poi in chiave dark da
Siouxsie and The Banshees, così come "Helter Skelter").

Appare
tuttavia evidente che l'album non si ciba degli umori di un gruppo
unito, bensì di quelli dei suoi singoli componenti: la maggior parte
delle canzoni sono messe a punto autonomamente dai quattro artisti e
ognuno di essi impiega i compagni come session men. A distanza di anni,
si verrà anche a sapere che Starr abbandonò addirittura il gruppo per
un paio di settimane durante la lavorazione perché si sentiva
"inutile". Le forze centrifughe (tra cui vanno annoverate anche il
matrimonio di McCartney con la fotografa Linda Eastman e l'unione di
Lennon con l'artista d'avanguardia giapponese Yoko Ono) allontanano
progressivamente i quattro musicisti e sono destinate ad aumentare
sensibilmente con la costituzione della Apple Corps Ltd., una società
creata nel gennaio 1968 per soddisfare utopisticamente le esigenze più
disparate (dischi, abbigliamento, editoria) e naufragata in breve tempo
in un disastro organizzativo e finanziario. Per una ramificazione
importante della società, quella creata per agire in campo discografico
e denominata Apple Records, incidono anche James Taylor, Mary Hopkins e
Badfinger. Nonostante ciò, la musica del quartetto viaggia ancora su
livelli qualitativi eccellenti e riprova ne è lo strepitoso singolo
(pubblicato nell'agosto 1968) contenente "Hey Jude", a firma McCartney
e, sul lato B, "Revolution", potente "inno" di Lennon: il 45 giri vende
6 milioni di copie in poco più di 4 mesi e diventa il singolo più
popolare della formazione.

Ma quando il gruppo si ritrova
all'inizio del 1969 per incidere un nuovo album, le condizioni non
paiono delle migliori: McCartney insiste affinché i Beatles suonino
nuovamente dal vivo e convince gli altri della necessità di un "ritorno
alle radici" attraverso la realizzazione di un album in studio "in
presa diretta". Harrison porta con sé il tastierista Billy Preston per
arricchire gli arrangiamenti e alleviare la tensione, ma le sedute non
sono particolarmente fruttuose sia per le continue scaramucce tra i
quattro, sia per la poco conciliante presenza delle macchine da presa
ingaggiate per immortalare l'evento. Il 30 gennaio 1969 il gruppo
piazza gli strumenti sul tetto della sede della Apple a Londra e tiene
un concerto estemporaneo solo per le telecamere. L'esibizione viene
interrotta dalla polizia perché il traffico sottostante va
completamente in tilt. È l'ultima esibizione del gruppo.

Non
soddisfatti dei risultati di queste incisioni (che l'anno seguente
saranno affidate al produttore Phil Spector e dalle quali verranno
tratti l'album Let It Be, pubblicato l'8 maggio 1970, e l'omonimo film
diretto da Michael Lindsay-Hogg), nell'aprile 1969 i Beatles estraggono
da quelle sedute anche il singolo "Get Back" (lato B: "Don't Let Me
Down").

Nel frattempo, il 13 gennaio 1969, esce anche la colonna
sonora di "Yellow Submarine", un variopinto film d'animazione (diretto
da Dick Emery e George Dunning, su disegni dell'artista tedesco Heinz
Edelmann), basato su alcune canzoni del gruppo (4 delle quali inedite)
di stampo psichedelico.

Mentre si accende una furiosa disputa
tra McCartney e gli altri tre musicisti per l'assunzione di Lee Eastman
(suo suocero) in veste di manager (la spunta, invece, Allan Klein,
voluto da Lennon), i quattro sono sempre più lontani: John Lennon è
particolarmente attivo e allestisce la Plastic Ono Band, con la quale
esprime radicali prese di posizioni pacifiste (celebri i suoi
provocatori "bed-in" con Yoko) arrivando anche a pubblicare per primo
del materiale discografico al di fuori del gruppo (tra cui il celebre
singolo "Give Peace A Chance", del maggio 1968).

Nell'estate
1969, un ultimo impulsivo desiderio di congedarsi con un'opera degna
della loro fama è forse la molla che fa ritornare i quattro in studio
con il produttore George Martin per approntare Abbey Road (26 settembre
1969), forse l'album più unitario e omogeneo della loro carriera
(sicuramente quello di maggior successo commerciale), fortemente
caratterizzato dalla ricercatezza di arrangiamenti strumentali e
vocali. La piena maturità compositiva raggiunta da Harrison è
testimoniata da "Something" e "Here Comes The Sun", i due brani di
maggior successo. Sono presenti anche l'immortale inno pacifista "Come
Together", l'abrasiva ripetitività di "I Want You (She's So Heavy)" e
il lungo collage che si dipana sul secondo lato dell'album, cucendo
diversi motivi le cui idee originarie erano state abbozzate già ai
tempi del White Album ("Mean Mr. Mustard", "Polythene Pam"). La
chiusura non lascia adito a dubbi: è davvero "The End".

Quando
il 10 aprile 1970 McCartney annuncia di aver lasciato i Beatles, il
gruppo in realtà non esiste più da diversi mesi. Tuttavia la notizia ha
un effetto-shock sull'opinione pubblica, ancora largamente ignara delle
frizioni interne che ormai da numerosi mesi minano la stabilità della
band: quando esce il già citato Let It Be (8 maggio 1970), gli ex
membri dei Beatles già si stanno combattendo a colpi di ingiunzioni
legali. L'album è assemblato con i resti delle sedute del gennaio 1969
e viene fortemente "modellato" (in maniera maldestra, secondo
McCartney, soprattutto a giudicare dalle massicce sovraincisioni
apportate ai suoi capolavori "Let It Be" e "The Long And Winding Road")
da Phil Spector. Le battaglie legali, le fortunate (anche se non sempre
convincenti) rispettive carriere soliste e le mutate condizioni dei
rapporti personali (specie tra Lennon e McCartney) fanno naufragare la
tanto favoleggiata riunione dei "Fab Four" per tutto il decennio
successivo, anche se il successo di vendita delle due doppie antologie
"rossa" e "blu" (The Beatles 1963-'66 e The Beatles 1967-'70,
pubblicate il 2 aprile 1973) dimostra che, insieme, potrebbero ancora
monopolizzare le classifiche di vendite più di quanto riescano a fare
da solisti.

Ogni speranza di rivedere riuniti i Beatles svanisce
definitivamente l'8 dicembre 1980, quando John Lennon viene assassinato
a New York da un fan psicopatico.

Il 7 marzo 1988 la Emi
pubblica in due cd (Past Masters Volume One & Two) le numerose
canzoni apparse solo su 45 giri, e fino alla metà degli anni '90 le
tracce inedite più interessanti si trovano esclusivamente su dischi
clandestini (detti bootleg) di scarsa qualità tecnica. Occorre
attendere oltre due decenni perché le questioni legali della Apple
vengano appianate e McCartney, Harrison, Starr e la vedova di Lennon
Yoko Ono trovino un accordo per sfruttare il cospicuo materiale inedito
custodito negli archivi: nel 1994 viene pubblicato il doppio cd Live At
The BBC con materiale tratto da trasmissioni radiofoniche del periodo
1963-1965, mentre tra il 1995 e il 1996 esce l'opera completa Anthology
(tre doppi cd), mirabile operazione archivistica che finalmente offre
gemme per troppi anni rimaste nascoste al pubblico. Rientra
nell'operazione anche la registrazione di due nuovi brani ("Free As A
Bird" e "Real Love") rielaborati dai tre superstiti (con l'aiuto di
Jeff Lynne) partendo da vecchi provini casalinghi di Lennon incisi alla
fine degli anni Settanta. Il progetto diventa anche uno splendido
film-documentario della durata complessiva di circa 10 ore (pubblicato
in 8 videocassette) la cui versione ridotta (trasmessa da tutte le
televisioni del mondo) riaccende nuovamente la Beatlemania.

Risulta
difficilmente calcolabile la quantità di dischi venduti dai "Fab Four"
(il solo primo volume dell'Anthology realizza 12 milioni di copie a 25
anni dallo scioglimento del gruppo) e, soprattutto, è imponderabile
l'intensità delle emozioni fornite dai loro pentagrammi. I Beatles
hanno saputo rappresentare (e talora guidare) i sogni di un'epoca e,
ancora oggi, la loro influenza sul mondo musicale è immensa.

Nel
2003 la Emi ha pubblicato Let It Be… Naked, la riedizione dell'ultimo
album dei Beatles senza le parti orchestrali scritte da Phil Spector.
Nel 2006 è la volta di Love, raccolta di brani riarrangiati da George
Martin.


Ultima modifica di Strawberry Fields il Sab 15 Mag 2010, 23:14, modificato 1 volta

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:14

Io sono nettamente per Paul Mc Cartney.
Non argomento per non finire in un litigio catastrofico, perchè sono argomentazioni ferocissime quelle che ho contro Lennon!

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:15

Giops ha scritto:Io sono nettamente per Paul Mc Cartney.
Non argomento per non finire in un litigio catastrofico, perchè sono argomentazioni ferocissime quelle che ho contro Lennon!


voglio sapeeeeereeeeeeeeeeeeeeeee

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:18

Strawberry Fields ha scritto:Varie versioni di un capolavoro










Colonna sonora del film omonimo

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:19

olè


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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da EffeCi il Sab 15 Mag 2010, 23:24

Giops ha scritto:Io sono nettamente per Paul Mc Cartney.
Non argomento per non finire in un litigio catastrofico, perchè sono argomentazioni ferocissime quelle che ho contro Lennon!


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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:24

anny_skod ha scritto:olè


Non l'avevo mai vista

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:35

Premetto che Lennon è un'artista che non si può incasellare così facilmente, anche i suoi periodi di artista non si possono assolutamente ridurre a quello con i Beatles e a quello politico-Yokoano! Per me è un'artista libero, un'artista che non aveva uno stile, che prendeva magari le note e le univa, spinto da un malessere sociale interiore, da una frenesia di voler assolutamente liberarsi di quello che aveva dentro. Io non commento l'artista che è secondo me molto più libero e vero di molti altri, forse anche dello stesso Paul Mc Cartney, più pragmatico, più reale, più studioso forse. La differenza tra i due io l'ho sempre vista in questo. Lennon il Genio, Mc Cartney lo Scienziato.

Lennon ha commesso l'errore secondo me di perdere la funzionalità della musica. La Musica è condivisione, la musica è comunicazione. Dopo il suo periodo d'oro, da solo, senza i Beatles, senza legami che non potevano appartenergli realmente, dopo i grandi messaggi d'amore all'umanità, a prescindere dall'influenza che una donna poteva avere su di lui, dopo Imagine, io l'ho trovato assolutamente incomunicabile, l'ho trovato assolutamente incomprensibile, l'ho trovato assolutamente lacerato dalla sua stessa genialità. Yoko Ono non è stato il male incurabile di Lennon, ma è la natura di Lennon che lo avrebbe portato a rinchiudersi in quell'amore così permettetemelo irreale. Irreale non nel senso inesistente, ma un qualche cosa che andava al di là delle possibilità di due persone.


Io non ce l'ho con Lennon perchè ha abbandonato i Beatles, e non me la prendo neanche con quella poraccia di Yoko Ono.

La lettera che Red Ronnie ha acquistato in un'asta afferma che Lennon abbandona i Beatles a causa di Yoko. Ma per me non è cosi, per me lui abbandona i Beatles, perchè i Beatles non era adatti più alla sua natura. La stessa Ono per me non lo era, ma probabilmente in lei lui ha trovato qualcosa che andava al di là delle banalità che si trovano talvolta nell'amore. Ma questo a noi non è dato sapere.


Paul Mc Cartney è un essere umano, un essere che è partito veramente per me da 0. Se dopo i beatles è riuscito a compiere un qualche cosa di formidabile, di musicalmente divino, è grazie all'influenza che Lennon, durante la sua formazione, ha avuto nei suoi confronti. Ma Mc Cartney ha avuto la capacità di nutrirsi solo dell'arte di Lennon, senza rimanere intrappolato nella concezione di Vita Lennoniana. Ed è qui che da scienziato per me è diventato Genio.

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:41

grazie Giops

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da EffeCi il Sab 15 Mag 2010, 23:42

Ma Giops, mica hai scritto cose che un lennoniano non condividerebbe! A me piace quello che dici. Sono d'accordo.
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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:43

@EffeCi ha scritto:Ma Giops, mica hai scritto cose che un lennoniano non condividerebbe! A me piace quello che dici. Sono d'accordo.

Anche io .. Effe mi ha tolto le parole dalla tastiera

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:45

Avevo paura. Comunque veramente amo i Beatles, li conosco più di qualsiasi altro cantante e/o gruppo. L'era Beatles non potrà più tornare.

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:54

Giops ha scritto:Avevo paura. Comunque veramente amo i Beatles, li conosco più di qualsiasi altro cantante e/o gruppo. L'era Beatles non potrà più tornare.

sereno

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da Ospite il Sab 15 Mag 2010, 23:56

Giops ha scritto:Avevo paura. Comunque veramente amo i Beatles, li conosco più di qualsiasi altro cantante e/o gruppo. L'era Beatles non potrà più tornare.

verissimo.E mi rattrista anche un pò,forse sono esagerata io,però a me non piace nessuno dei cantanti della mia epoca.
O almeno non quanto amo bob dylan,i beatles e i queen.Le loro canzoni hanno la capacità di entrarmi nell'anima e sconvolgermela,cosa che non mi è mai capitata con una canzone della mia generazione,che forse riesce ad emozionarmi,ma rimanendo sempre in superficie.

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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

Messaggio Da EffeCi il Dom 16 Mag 2010, 00:55





PAUL MC CARTNEY SI COMMUOVE ASCOLTANDO LA VOCE DI JOHN CHE CANTA "BEAUTIFUL BOY" E CERCA DI NASCONDERE LE LACRIME
(Dopo la morte di John. La canzone è dedicata al figlioletto Sean, che aveva cinque anni quando John fu ucciso)
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Re: Chiedi chi erano i BEATLES

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